
Il nostro Giornale
Anno XXII - n° 49 Supersano, e5 Dicembre 1998
Direttore responsabile: GINO DE VITIS
Notizie flash,Pellegrinaggio in Terra Santa, Supersano...ieri, Sogno di Natale,Archeologia ,Film ,Moda , Modi di dire, Sport e pesca, Eugenio Frascaro, Onoriamo i nostri caduti
Lettere al Giornale
Munchen (D). 18 luglio 1999
... per riscoprire vecchie emozioni
Carissimo professore,
nel porgerle i miei più sentiti saluti. vorrei chiederle scusa per
non essere venuto a trovarla di persona. D'altronde, in questi pochi giorni
di permanenza qui a Supersano. mi sono cimentato a visitare luoghi più
che persone, per riscoprire vecchie emozioni e rituffarmi in quei dolci ricordi
di giovinezza, che un sempre più cinico scorrer del tempo rischia d'angustiare
nelle ragnatele della dimenticanza.
E nel solcare di nuovo le nostre campagne e le carreggiate di vetusti percorsi.
mi sono ritrovato proiettato in quella splendida avventura che ci vide protagonisti
insieme, tanti anni fa. allorquando esperimmo quello studio del nostro feudo.
Studio che sarà sempre lì. testimone indefesso. a consacrare
i suoi meriti ed il suo impegno. quale pioniere della scuola moderna, della
scuola che "dovrebbe" essere, della scuola vera (Troppo buono, Michele
ndr.).
Ma non vorrei troppo tediarla con la memorialistica. per quanto ognuno di
noi, creda, amerà sempre restare abbarbicato alla spensierata gaiezza
della propria adolescenza. Nè. d'altro canto, vorrei che trasparisse
in questi poveri versi senza pretese. quell'aura di vittimismo o quel senso
d'impotenza con i quali ci si veste. quando intorno non esiste altro che l'immensità
del vuoto.
Purtuttavia, da questa sorte di "Ode alla Terra", che le lascio
da pubblicare su "Il Nostro Giornale" (E in altra parte clel giornale
nclr:), non può non trasparire, in tutta la sua tristezza, quell'amara
malinconia che ti pervade quando metti a fuoco la realtà che ti circonda:
dal degrado ambientale, allo sfruttamento sul lavoro, dalla pochezza culturale
al disimpegno civile e politico, soprattutto da parte dei giovani.
Può darsi che stia esagerando col pessimismo; forse è un po'
traviata la `fotografia' che ho scattato con frettolosità alquanto
colpevole. Magari non ho saputo cogliere quei segnali che "in fieri"
esistono. Lo spero. Comunque. adesso la lascio e la saluto con tanto affetto.
Michele Saracino
Cinisello Balsamo, 2 settembre 1998
per continuare sulla strada intrapresa
Caro professore.
anzitutto le mando il mio saluto con I'auewio di un "buon Natale ed un
felice Anno Nuovo". L'occasione, mi spinge a stringere la alano a tutti
i genitori (lei bambini che questa estate hanno avuto la gentilezza di affidarmeli,
pcrchè, tra I'altro. si divertissero in diversi giochi estivi (gara
dell'anguria, panna, calcetto. ecc.). e per dire loro "grazie" per
la disponibilità concessami. sperando che per la prossima estate potremo
averne sempre di più. Al proposito. ricordo che la fascia di età
di questi bambini è compresa tra i 3 ed i 13 anni.
Un particolare ringraziamento vada al nostro primo cittadino. il Dr. Roberto
De Vitis, che ci ha onorato della sua presenza nel corso della serata finale
del 26 agosto 1998. Con l'occasione, il signor Sindaco ci ha salutati, incoraggiando
la mia iniziativa e spronandomi a continuare su questa strada. Concludo ringraziando
"Il Nostro Giornale". che funge da collante tra noi Supersanesi
esterni cd i compaesani residenti in paese e che tenendoci informati. ci fa
sentire tutti più uniti e sensibili ai fatti che succedono a Supersano.
Un caro saluto anche a voi, cari Supersanesi. ed anche a voi un sincero augurio
di Buon Natale ed un felice 1999.
Michele Manganaro
Bucaramanga (Colombia), 31 ottobre '98
Grande sorpresa e allegria insieme l'aver ricevuto il giornale
Gioia immensa mi ha procurato una lettera pervenutami da
Bucaramanga. in Colombia, scrittami da Padre Luis Torna, carissimo cugino,
figlio di una mia zia, sposatasi a Ruffano. e da oltre 30 anni missionario
in quelle lontane e difficili terre del Sud America. Da Cartagena a Bogotà,
ora agisce in un territorio. duello dell'Arcidiocesi di Bucaramanga, nella
" Parroquia Nuestra Senora De La Consolata", dove il pericolo è
sempre in agguato e dove "la questione ora non è solo politica.
ma anche satanica (sic!) e non si rispetta più nessuno: nè preti.
nè donne. nè bambini, nè colpevoli e innocenti... e tutti
scappano".
Ed è stato in quest'atmosfera di rischio estremo, vissuta però
con estrema dignità cristiana, che ho fatto pervenire al caro cugino
Luis copia de "Il Nostro Giornale", che gli ha procurato, come detto
da lui, immensa gioia. Avrebbe voluto scrivermi "qualche pensiero' da
stampare, nma la scarsità di tempo libero glielo ha impedito. Tra l'altro,
mi ha detto che il foglio. odorante di casa natìa, giuntogli di sorpresa,
gli ha procurato immensa allegria e gioia infinita. Ne sono proprio contento!
Gino
Supersano, 28 novembre 1998
Una serata all'insegna della musica e dello sport
Carissimo Professore, ![]()
il 15 u.s. l'A.S. VOLLEY SUPERSANO ha organizzato una serata dedicata al cantautore
recentemente scomparso. Lucio Battisti, presso l'Oratorio Parrocchiale. intitolata
"CI RITORNI IN MENTE". con la partecipazione, per quanto riguarda
la parte musicale. di Valerio Corrado, Daniele Marrano, Adamo Valentini e
Gianluigi Ria, mentre per la parte canora sono stati disponibili Alessandro
Saracino, Patrizia Negro, Valeria Puzzovio, Salvatore Caroppo, Angelo Zappatore,
Marco Galati e Pierpaolo Manganaro.
Nella circostanza, è stata presentata la squadra di pallavolo femminile,
che parteciperà, anche quest'anno. al Campionato Provinciale di II
Divisione. Allo spettacolo. che è stato seguito da un discreto pubblico,
è intervenuta. come ospite graditissima. Cinzia Corrado. Attraverso
il Giornale, vorrei ringraziare il GRUPPO CORRADO. Daniele, che ha curato
la scenografia e la disponibilità di Ernesto Polimero e Anna Doria
Esposito. Un grazie a Voi, professore, per l'ospitalità nelle pagine
de IL NOSTRO GIORNALE. Distinti saluti.
Per l'ASS. GRUPPO CORRADO "VOLLEY SUPERSANO"
- 14/15 maggio 1998:
Presso le scuole dell'obbligo si è svolto il primo concorso grafico
sulla "Donazione del sangue". proposto dal Consiglio direttivo della
locale sezione AVIS "Settimio Modugno". Il concorso è stato
espletato nell'ambito dei tre corsi della scuola media ed in quelli del secondo
ciclo elementare (gli alunni della IV elementare non han potuto partecipare).
li giorno 14, c'è stato un incontro con il Dott. Carlo Russo del Centro
Trasfusionale di Casarano. con la proiezione di un filinato sulla donazione:
è seguito un dibattito. Il giorno 15 maggio. `gli alunni della scuola
media hanno realizzato i loro lavori, mentre quelli della scuola elementare
hanno usufruito dello spazio di dieci giorni per la presentazione dei loro
disegni. Sono risultati vincitori i lavori dei seguenti alunni: Simone Marini
(IIIC - Scuola elementare); Andrea De Pascali (VB-Scuola Elementare); Elisabeth
Orlando (VA - Scuola Media); Valerio Negro (IIB - Scuola media): Alessandra
Mele (IIIAScuola media).
La premiazione si è avuta presso le rispettive scuole il giorno 12
giugno, presente la signora Uccia Bardoscia, vedova Modugno. Tutti i lavori
prescelti. sono stati premiati con un diploma ricordo e la somma di £.
200.000. li Consiglio Direttivo
indica le date delle donazioni per il 1999: 6 gennaio - 9 maggio - 4 luglio
- 1° novembre.
- 9 giugno 1998: Nell'ambito dei mille "progetti" in cui "naviga" ormai la nostra scuola (c'è chi dice "purtroppo" e chi, invece, ne accetta lo "stampo"), ci preme segnalare quello che è stato sviluppato dalle classi di 1-III-1V elementare, a conclusione dell'anno scolastico 1997/98 e che ha avuto come tema la "LETTURA". Le insegnanti interessate (Papalato, Pisanello, Stasi, De Masi, Maggio, Pindinello, Maritato e De Razza) hanno proposto alle scolaresche il secondo libro di favole scritto dalla compaesana, la Prof.ssa Maria Rosaria De Vitis, dal titolo "Le ali dell'esoceto". L'autrice, che vive a Gorizia, e dove insegna lettere italiane in un Liceo, è stata invitata a presenziare alla manifestazione conclusiva, che si è tenuta presso l'Oratorio Parrocchiale, cui hanno partecipato le famiglie degli alunni e, naturalmente, la Direttrice Didattica, la Dott.ssa Ada Bramato. Per la circostanza, alcuni alunni hanno rivissuto. recitando, tra l'altro, il soggetto di due favole inserite nel libro di Maria Rosaria De Vitis.
- 20 giugno 1998:
L'Associazione delle "Vincenziane" e l'Azione Cattolica di Supersano,
hanno presentato il lavoro teatrale "Spirito allegro" ("Blithe
Spirit") di Noel Coward, famoso commediografo inglese, di cui molti lavori
teatrali, compreso quello presentato a Supersano, hanno avuto una trasposizione
cinematografica. La bella commedia è stata proposta dalla compagnia
diretta da Francesco Piccolo ed è stata presentata nel teatro dell'Oratorio
Parrocchiale, riscuotendo un buon successo,grazie alla maturazione recitativa
espressa dagli interpreti. La manifestazione è stata finalizzata all'incremento
dell'Opera di Volontariato, che opera qui a Supersano e che è sostenuta
dai gruppi sù citati.
- 4/5 luglio 1998: Festeggiamenti in onore della Patrona, la B.V. di Coelimanna. Nel più rigoroso rispetto della tradizione, la sera della vigilia ha visto sfilare la processione con il gruppo statuario, accompagnato da una vera marea di fedeli nel corso del tragitto che, dal Santuario è andato via via snodandosi lungo le vie del paese. al canto festoso dell'inno ("Salve, salve, eccelsa Diva"), che, ancora una volta. ha vinto la sua "Hit Parade". Nei due giorni di festa, hanno agito due complessi bandistici: "Città di Squinzano" (Dir. G. Guerrier) e "Città di Conversano" (Dir. Giovanni Pellegrini). Le rituali luminarie ed i fuochi pirotecnici hanno fatto da corona alla celebrazione dei festeggiamenti. Nella mattinata, in zona "Giummate", si è svolta la Fiera Mercato e del Bestiame, con premi per cavalli da lavoro, da sella, per pony e puledri.
- 5 luglio 1998:
Inaugurazione ufficiale dei nuovi locali del municipio ristrutturato unitamente
alla piazza prospiciente. La manifestazione ha avuto luogo in una serata "in
festa", anche per le celebrazioni in onore della Coelimanna. Intorno
alle ore 20,30 sono stati aperti al pubblico i locali e, nell'ampia sala consiliare.
il parroco Don Bruno Occilupo ha porto la benedizione, alla presenza dell'Amministrazione
Comunale (erano assenti i consi0lieri di minoranza) e di un folto pubblico.
Ha presentato l'opera il Sindaco, Dr. Roberto De Vitis, cui è seguito
un breve intervento del Sen. Rosario Costa, uno degli invitati alla manifestazione.
Presente anche il Consigliere Regionale Raffaele Fitto, l'incontro si è
protratto per un po', allietato anche dalle musiche provenienti dalla piazza
antistante. È seguito un rinfresco e la distribuzione di un fascicolo
sul "Castello di Supersano", curato dell'Amministrazione.
- 6 luglio 1998: Abbiamo ricevuto due pubblicazioni su Carlo
Piemonti, eli cui ci siamo ampiamente occupati negli scorsi numeri del Giornale.
Trattasi cli un volume di Enzo Santese (titolo: "Carlo Piemonti"),
stampato dalle Edizioni "Andrea Moro" di Tolmezzo (UD), interamente
dedicato al giovane artista goriziano. Il volume contiene. oltre alla presentazione
dell'autore, un dettagliato elenco delle opere del Piemonti e un'Antologia
critica. La seconda pubblicazione è interessata da un articolo del
Santese ("Carlo Piemonti": nell'essenza dell'icona), inserito nel
n. 42/43 di Next, il periodico trimestrale di Arte e Cultura, edito in tre
lingue dalle Edizioni Joyce & Co. di Roma.
- 20/30 luglio 1998: L'Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Supersano ha organizzato un "Campus sportivo estivo" per bambini dai 6 ai 14 anni, con lezioni di nuoto, tennis, equitazione, karatè, step. funky, aerobica e calcetto. Le esercitazioni hanno avuto luogo presso il Centro Sportivo "Country Club Alimini" di Otranto. Il costo di partecipazione, di £. 170.000. è stato assorbito, per il 64% dall'Amministrazione Comunale.
- 20 luglio 1998: L'Amministrazione Comunale bandisce n. 5 concorsi per titoli ed esami per i seguenti posti: a) Copertura di n. 1 posto di istruttore direttivo (capo settore lavori pubblici, urbanistica,assetto del territorio e ambiente); b) Copertura di n. I posto di istruttore direttivo (capo settore amministrativo); c) Copertura di n. 1 posto di istruttore direttivo (capo settore polizia urbana); d) Copertura di n. 1 posto di istruttore direttivo (capo settore tributi, attività produttive e politiche comunitarie); e) Copertura di n. 2 posti di vigile urbano.
-17 agosto 1998:
Ancora una promozione in casa di Fioravante Rizzello: il figlio Rocco (uno
dei quattro-fratelli arbitro) è stato eletto presidente della Sezione
Arbitri di calcio nella Sezione di Casarano. subentrando a Giacomo Rizzo.
La nomina di Rocco Rizzello, nostro compaesano, operata dal Comitato regionale
Arbitri di Puglia, rientra nel normale iter di rinnovamento dei vertici arbitrali.
li neo-presidente, nell'esercizio delle sue nuove funzioni, si avvarrà
di un team completamente rinnovato, con il compito di rafforzare la presenza
dei nostri giovani e far maggiormente conoscere in Italia la Sezione Arbitri
di Casarano. A Rocco Rizzello, prossimo alla laurea in giurisprudenza, i più
sinceri complimenti e le felicitazioni più sentite dalla direzione
del Giornale.
- agosto 1998:
I giovani di A.C., insieme a don Bruno, hanno realizzato il Campo-scuola parrocchiale
che si è tenuto a Roca, una località marina nei pressi di Lecce.
È stata una straordinaria occasione di condivisione: i ragazzi (circa
una trentina) hanno trascorso una manciata di giorni lontano dal loro ambiente.
in uno spirito di profonda comunione, dove praticamente hanno vissuto ogni
momento della loro
vita insieme con i coetanei, le animatrici e l'assistente. I1 tutto si è
articolato in momenti di riflessione, di preghiera, di attività e anche
di divertimento. II tema che è stato scelto è quello della CARITÀ
vista sotto l'aspetto della "condivisione", della "compassione",
della "gratuità" e della "sobrietà". Ad
aiutare i ragazzi nella riflessione, oltre alle animatrici e a don Bruno,
sono intervenuti: don Stefano Rocca (vice parroco di Presicce); Sergio e Simona
(animatori del gruppo di A.C.G. di Taurisano); il Dott. Ruggero De Vitis e
Maria Bondanese (animatori del gruppo giovani di Supersano).
- 6-27 settembre 1998:
Indetta la III edizione di "Settembre in festa", organizzata dall'Amministrazione
Comunale, in collaborazione con il G.G.S. Questo in dettaglio, il programma:
6 settembre, proiezione del film: "Tre uomini e una gamba"; 12 settembre:
"E vai... col liscio" (balli e musica a cura del Gruppo `I Cumpari';
13 settembre: "E mo' fazza Diu!", commedia dialettale presentata
dal piccolo teatro scorranese, rinviata al 4 ottobre a causa della pioggia;
27 settembre: "Finchè nc'è oju alla lampa", commedia
dialettale, presentata dal gruppo teatrale supersanese.
Le manifestazioni si sono svolte in piazza Margottini.
- 10 settembre 1998: si è spontaneamente
costituito, così come si legge da pubblico manifesto, il Comitato promotore
"Pro-Padre Pio da Pietrelcina", che si prefigge di diffondere nella
nostra comunità la figura del Frate e poter realizzare, qui a Supersano.
una statua o monumento in suo onore. Il manifesto da notizia che il Comitato
(che intende annoverare in sè quanti liberaniente intendano fame parte),
a partire dal 24 settembre '98. si riunirà periodicamente ogni quindici
giorni. Le persone preposte per qualsivoglia informazione sono le seguenti:
Nevina Tola. Lorella Arrisi e Avio De Vitis.
Un secondo manifesto, edito in data 2 ottobre 1998, portava a conoscenza della
cittadinanza che il Comitato aveva espletato l'elenco (trattasi eli 21 persone)
di chi era autorizzato alla raccolta delle offerte, che doveva avvenire dall'8
ottobre alla fine dello stesso mese.
- 19/20 settembre 1998:
Prende sempre più consistenza la "Sagra te lu porcu", giunta
già alla sesta edizione. Organizzata sempre dal "Juve Club ANTONIO
CABRINI" di Supersano, la Inanilestazione. svoltasi nello spazio
di piazza Margottini. ha avuto il seguente programma: sabato 19 settembre:
I "Lisciomania" con la partecipazione del cantautore Vincenzo Dorno.
Per domenica 20 settembre, l'Ass. Sportiva "Liscio Dance Supersano"
ha intrattenuto i Supersanesi. in collaborazione col Gruppo Spettacolo "Vittoria
Dance '. A sorpresa. i tamburellisti di casa nostra, il tutto, "condivi'
con piatti gastronomici tipici supersanesi e con libagioni fatte con vino
sincero. profuso a volontà.
- 18/23 settembre 1998: Polemico e, per certi versi, divertente, il "TAPUM'' fatto a scoppio di manifesti, editi rispettivamente il 18 (colore verde) ed il 23 settembre (colore arancione), in merito alla gestione delle attrezzature sportive dello stadio comunale "A. Prete". Esordiscono i "verdi" dell'A.S. "La Nuova Supersano', che indirizzano le loro ragioni agli "Sportivi e cittadini di Supersano", cui fa riscontro"-arancione- di Enzo Martucci a nome dell'A.S. "Gioventù Supersano". con il titolo "Stroppi e cicati sciati a Nucije ca ve 'ndrizzati". Non è questa la palestra per entrare nel merito della " quaestio ', e ci asteniamo da qualsivoglia nostra considerazione. ma non ci esimiamo dal gongolare gioiosamente, se consideriamo che entrambi i "contendenti" ci offrono sano divertimento e lo dicono esplicitamente; gli uni: "La Nuova Supersano vuole divertirsi e far divertire"; cui risponde la "Gioventù Supersano": "Adesso ci divertiamo davvero, e tutti, Sportivi". Della qual cosa i Supersanesi sentitamente ringraziano!
- 19 ottobre 1998: Finalmente si ricompone. dopo una lunga parentesi. la biblioteca comunale e si offre ai Supersanesi come uno dei tesori più preziosi che un Ente comunale possa gestire, a tutto beneficio della vera cultura. Il corredo librario attuale, che assomma in sè circa 1.500 volumi, offre a chi intende avvicinarsi sempre più al piacere della lettura, una varietà appassionante di argomenti, il più interessante dei quali per noi, è. forse, quello rappresentato da un congruo numero di libri che trattano della nostra Puglia o che sono opera di nostri uomini di cultura.
- 25 ottobre 1998:
Ancora in bella evidenza la palestra "Shintai" del maestro Rocco
Frascaro, con la disputa delle finali nazionali di Coppa Italia, per la categoria
"Cadetti Juniores + 90" (16/18 anni). La manifestazione si è
avuta presso la "Palafilpjk' di Roma, dove un nostro ragazzone. Vito
Zocco, figlio di Franco e Ca- terina Vincenti, ha ottenuto un prestigioso
terzo posto. vincendc per " Ippon" (KO tecnico), quat- tro incontri
su cinque, perdendc solo col campione italiano Bian- chessi, dell'Arma dei
Carabinie- ri. È stata la prima volta che Vite ha gareggiato con la
" Shintai" di Supersano, avendo, nel passato, svolto attività
con l'Associazione Sportiva "Yamati ' - Casarano, con cui ha disputato
varie finali nazionali, mai, però, ottenendo ri- sultati così
lusinghieri, come quelli realizzati sotto la guida eli
Rocco Frascaro, la cui palestra, da poco tempo, è stata autorizzata
dal CONI ad avere un Centro di Avviamento allo Sport, per bambini dai 6 ai
14 anni.
È opportuno aggiungere elle detta Palestra ha già partecipato
al Raduno " Intercentri' . a Galatina (II Edizione) il 15 novembre scorso,
classi tìcandosi terza su 45 Centri presenti alla mani estazione,
- 4 novembre 1998: Si è rinnovata, secondo il protocollo ormai canonico, la Festa delle Forze Armate, che ci ricorda la line vittoriosa della Grande guerra. Per la circostanza, sempre la Sezione "Combattenti e Reduci" è quella che organizza la manifestazione, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale. La Santa Messa, il corteo, i discorsi commemorativi in una cornice rievocativa, festosa e commovente insieme, il tutto corredato cha belle musiche, quelle della Filarmonica chi Rubano.
- 4 novembre 1998: Un pubblico manifesto, edito a cura del
"Comitato "Pro-Padre PIO", informa i cittadini della somma
raccolta per la erezione di una statua o monumento in onore (lei
Santo Frate da Pietrelcina. Sono circa 21 i milioni raccolti con la questua
effettuata in paese. Il manifesto è stato proposto soprattutto per
ringraziare i Supersanesi della loro generosità. All'uopo si da anche
comunicazione della elezione definitiva del Comitato. che risulta così
composto: Nevina Tola. Avio De Vitis. Fiore Esposito, Lorella Arnisi. Salvatore
Manganaro, Armando Palumbo, Fernando Sticchi e Rosario Esposito.
- 11 novembre 1998: Gli anziani. per la seconda volta, si
sono incontrati a festeggiarsi, in occasione della ricorrenza di San Martino.
Già l'anno scorso tale opportunità venne loro data dalI'Anlmimtitrazione
Comunale, che li aveva invitati nei locali ristrutturati del municipio, intrattenendoli
nell'ambiente che oggi funge da sala consiliare. Quest'anno, il locale non
è stato più disponibile per causa di forza maggiore, in quanto
l'arredamento (tavoli e poltrone) non ne ha consentito l'utilizzo, ma gli
amministratori hanno ugualmente provveduto alla "bisogna', mettendo a
disposizione degli anziani i locali della scuola materna, in via Roma.
ed è qui che gli arzilli vecchietti si sono incontrati, per trascorrere
una piacevole serata, fatta di musica, balli, giochi ed altro, ma soprattutto
per godere di quanto il tempo può ancora loro concedere. In allegria!!!
-15 novembre 1998: Nell'ambito delle attività sezionali
dei partiti politici, c'è da registrare un pubblico dibattito. avutosi
nella locale sezione dei Democratici di Sinistra. L'argomento trattato è
stato quello che più attualmente ricorre per importanza: la "legge
finanziaria-. cui hanno partecipato esperte personalità politiche.
- 15 novembre 1998: Uno spettacolo dedicato al cantante Lucio
Battisti. intitolato "Ci ritorni in mente". organizzato dall'A.S.
VolleySupersano. cui hanno partecipato giovani del luogo (cfr. lettera pervenuta
al giornale, da parte di Gerardo Manganaro).
- 26 novembre 1998: Dopo il veto, opportuno, all'uso delle
bombolette spray schiumogene, veto che ne proibiva anche la vendita, ecco
quello riguardante il "lancio di materie esplodenti", in ricorrenza
delle festività natalizie. Dal provvedimento in oggetto, è esclusa,
però, la vendita di artifici pirotecnici ad effetto illuminante, aventi
particolari caratteristiche di innocuità".
Tanto recita il manifesto fatto affiggere dal Sindaco, a norma degli articoli
di legge vigenti. L'ordinanza. precisa quali sono da considerarsi "materie
esplodenti" e le indica, in particolare nei petardi, mortaretti, girandole,
razzi con scoppio, sigarette fischianti. razzi con pistola, super rocchetti
a mano, fuochi d'artigicio. ecc., che possono arrecare danno alla integrità
fisica delle persone e alle cose.
In pellegrinaggio nella Terra Santa
In preghiera nei luoghi santificati dalla presenza
di Gesù Cristo
Nella mia vita non ho molto viaggiato. In compenso, il Signore
mi ha concesso la grazia di accedere alla Terra Santa per due volte. La prima,
al termine del mio impegno curiale, per la benevolenza dei sacerdoti miei
confratelli, e, la seconda, ai primi di ottobre di quest'anno. come preparazione
al grande Giubileo del 2000.
Il pellegrinaggio è stato programmato dall'Opera Romana Pellegrinaggi
e organizzato dall'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporti Ammalati
Lourdes Santuari Italiani), della Sezione pugliese.
Niente, rivisitando questo lembo di Terra Santa, santificato dalla vita e
dall'opera di Gesù, sa di ripetitivo, ma tutto è vivo e vivificante
nello spirito.
Ne hanno sentito l'empito di luce e di grazia, già l'Imperatore Costantino
e sua madre Santa Elena, costruendo, verso il '300, una basilica sul Calvario
e sul Santo Sepolcro. Più incisiva la presenza di San Girolamo, che,
in atmosfera di silenzio e di preghiera, ivi ha tradotto in latino la Sacra
Bibbia.
Per noi di questo tempo, aggiunge stimolo e slancio verso i luoghi della nostra
salvezza, la coincidenza del Giubileo del 2000.
II Giubileo ricordava all'antico popolo ebraico, con la celebrazione in cicli
settennali, la sua liberazione dalla schiavitù egiziana.
Per noi cristiani, la Chiesa, ogni 25 anni, ci sollecita a celebrare. rinnovandoci
nella grazia, la liberazione dall'opera malvagia di satana.
Circostanze, queste, che hanno, come principale esperienza, un cammino di
fede nella preghiera e nella penitenza, visitando Roma, Gerusalemme e altri
luoghi di maggiore valenza religiosa.
Il nostro pellegrinaggio raccoglieva l'intera Puglia, cui si era aggiunto
il gruppo di Reggio Emilia: quasi 600 persone.
Il nostro cammino nella fede è stato guidato da Monsignor Giovanni
Battista Picchierri, Vescovo di Cerignola, il quale, già in partenza,
sull'aereo, ha presentato il nostro camminare per i luoghi Sacri, come corso
di esercizi spirituali. Lo stesso Vescovo ha presieduto l' Eucarestia, concelebrando
con altri 30 sacerdoti, nei vari luoghi più significativi per la presenza
di Gesù in Palestina.
Segno di particolare rilievo, la partecipazione di numerosi ammalati in carrozzella.
sempre tra i primi in ogni celebrazione e manifestazione prevista dal programma.
Eravamo e siamo tutti consapevoli essere loro i migliori interpreti della
fecondità soprannaturale, impressa da Gesù in quei luoghi, con
la sua parola e il suo sacrificio. E lo dimostravano con tanta dignità
e serenità, nella loro filiale adesione alla volontà di Dio.
Contrastanti con questa atmosfera fatta di amore e di fraternità, sono
i segni della più amara divisione: i numerosi posti di blocchi tra
Gerusalemme e Betlemme e, nella stessa Gerusalemme, tra la parte ebraica e
quella araba; e nell'una e nell'altra parte, militari armati di tutto punto.
Di altro genere, ma sempre segno di divisione, il Tempio: cattolici, ortodossi,
armeni e altre confessioni, ognuna con la propria parte di tempio e come culto
proprio. Per fortuna, diciamo, per noi, il Calvario e il Santo Sepolcro, sono
all'interno della parte toccata ai cattolici. La chiave del tempio, poi, è
nelle mani delle autorità civili, cui solo compete il diritto di aprire
e chiudere il sacro luogo.
Però!!!
La fede dei pellegrinaggi oltrepassa questa miserevole divisione e si prega
e si adora Gesù Redentore, in ogni angolo del tempio.
Concludendo eloquentissima la "Via Crucis", che si svolge nella
via comunemente chiamata "Via Dolorosa". Per questa strada, in salita,
Gesù camminava con la Croce sulle spalle, verso il Calvario, ora, pur
tra gente impegnata a fare i propri acquisti, è sempre viva la devota
partecipazione dei pellegrini.
Abbiamo adorato e pregato, con sentimenti di profonda devozione e rendimento
di grazia, il Signore Gesù nostro Salvatore sulla Croce. In fila, meditando
attendevamo il momento di enufletterci baciando con fede la roccia del Calvario,
il nudo marmo del Sepolcro vuoto, sia pure per brevi istanti; tanta e tanta
era la folla!
Ho scritto con semplicità fatti e impressioni in Israele, "il
più piccolo di tutti i popoli", secondo la Bibbia (Dt, 7,7). E
Gesù, di quel paese e da quel paese così piccolo, ci ha dato
un messaggio, tra i tanti, bellissimo, ma impegnativo: "lo sono la vite,
voi i tralci; chi rimane in me ed io in lui, porta molto frutto; perchè
senza di me non potete far nulla!" (Gv, 15, 5).
Don Antonio De Vitis
Era passato un anno dall'incanto mirabile di quella notte.
Eliu aveva deciso di tornare nello stesso posto dove quell'evento si era svolto.
Fra sassi, erbe, arbusti, belati lontani, la luce ghiaccia della luna, si
era diretto verso la grotta.
Ricordava quella stessa notte l'anno prima. quando era stato svegliato da
una soave melodia; le stelle molto più luminose del solito sembravano
abbassate sulla terra, tanto da poterle quasi raggiungere con la mano. Poi
una cometa, il cui tragitto è veloce di solito, si era fermata nella
zona tutta la notte ad illuminare a giorno la vallata.
L'evento aveva colto di sorpresa tutti. Eliu s'era incamminato pure lui a
scoprire cosa stesse succedendo: sentendo si trattava di un bambino aveva
preso dei panni caldi e del latte da portare in dono.
Il disorientamento incipiente aveva ben presto ceduto il posto ad un'atmosfera
gioviale e serena, come se quegli insoliti fatti rientrassero nella familiarità.
L'umidità e il freddo della notte erano stati soppiantati dalla diffusa
ebrezza che aveva invaso i cuori della gente coinvolta dalla notizia del Bimbo
che era nato.
Presso la grotta la luce e la musica erano più intense.
Nonostante il movimento di chi affluiva, prevaleva un'aria ovattata di silenzio
interiore, quasi che le menti avessero smesso (li macinare usuali pensieri
e si fossero tutte sintonizzate su quanto accadeva.
Eliu si era avvicinato anche lui alla mangiatoia nella grotta. La Signora
sedutavi presso aveva il bimbo in braccio: gli sorrideva e lo accarezzava
teneramente in testa. Eliu le porse i panni caldi e il latte. Lei lo ringraziò
commossa, e volle usare subito quei panni per avvolgere il Bambino. Allattò
per un pochino il Bimbo al seno, finché questi si addormentò,
e lo depose nella mangiatoia.
Si era quindi intrattenuto brevemente con quel Patriarca. -Giuseppe, si era
presentato - che era lì accanto al Bimbo anche lui. Gli aveva accennato
alle difficoltà incontrate a reperire un alloggio, ma la delusione
per quel fatto era ora notevolmente compensata dalla gioia dell'evento.
Poi aveva girato un po' intorno; fra chi s'incontrava erano pochi i commenti,
mentre ci si scambiava lunghi e profondi sguardi per riconoscersi accomunati
da quel fatto così misterioso e vero.
Poi era passato un anno. "Come questa notte era avvenuto...", pensava
Eliu. Aveva ripercorso il sentiero; non c'era nessuno intorno; un vento freddo
lo spingeva indietro nel passo. Era giunto alla grotta. Altre volte nel corso
dei mesi era passato da quel posto. e sempre una riflessione gli era sgorgata:
un Bambino nella mangiatoia delle bestie!
Lo avrebbe voluto trovare nuovamente lì per invitarlo con la Madre
e Giuseppe, e ospitarlo in casa sua. L'anno prima colto dal fascino dell'esperienza
immediata non aveva neppure pensato a un tale invito, e dopo se n'era pentito.
Ora invece si piegò sulla greppia e ripensò intensamente a quel
Bimbo: «Vieni, ti voglio ospitare in casa mia: non puoi restare qui
al freddo: vieni da me!».
E lungo questi pensieri si accorse che il cuore si riempiva di una presenza
nuova, una gioia inaspettata. Avvertiva quel Binibo che veramente veniva ad
abitare in lui. E nuovamente la musica si diffuse nell'aria. le stelle si
avvicinarono ad illuminare la terra, molti gli uscirono incontro, e lui li
invitava alla grotta e diceva che di nuovo era nato il Bambino.
Luciano Provenzano
Ode allo terra
Scorre veloce il treno dei ricordilungo i binari dell'antica memoria
questo è il viaggio che mi condurrà ai primordi della mia vita,
del mio passato, della mia storia. L'orgoglio sussulta al ricordo di un nome:
Supersano ed il pensiero non può fare a meno d'andare a vedere con
circospetto pudore e presentimento malsano com'è ridotto quel nobile
bosco, il Belvedere, che, ritiratosi ormai con solitario disprezzo lungo le
pendici d'una sdegnata collina, grida vendetta ed esige rispetto per ogni
suo pezzo così come impone la sola e vera civiltà cittadina.
Ma, ahimè, ogni suo urlo di rabbia e dolore si perde nel vento di sordi
lamenti giacchè sull'indifferenza e non più sull'amore si poggia,
perverso, il cuor delle genti. Genti malvage, cattive, ignoranti ed arpie
sempre più sconsolatanmente intente a far della Pineta la povera "Serra"
delle proprie idiozie con l'ambizion della villa come unica meta. Oh Terra,
Terra, Terra mia con quanti insulti e quali improperi ti han ricoperta, faccendieri
assassini non più riverenti dei valori di ieri ma impavidi servi al
denaro più inclini. Ed il dolore diventa sconforto nel rimirar l'austero
castello della mia infanzia l'impareggiabile porto delle radici il vessillo
più bello. Dove sono le sue mura possenti? Che fine ha fatto il verde
giardino? Oh, maledetti villani incoscienti perchè ricusate la storia
e il destino? Ma a queste domande non segue risposta solo il silenzio dai
gelidi campi di vigne ed ulivi si leva maestoso dalla sua crosta per ammonire:
"Non siate supini, bisogna lottare, bisogna esser vivi".
Michele Saracino
Lungo i sentieri del nostro passato
Per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione
del patrimonio storico-archeologico di Supersano
Numerosi avvenimenti di importanza storico-archeologica ancora
tuia volta interessano il nostro territorio. Si tratta di scoperte già
avvenute e di progetti per l'immediato futuro dai risvolti fino ad ora inimmaginabili.
Iniziamo dall'argomento che da qualche tempo è ormai sulla bocca di
tutti (o quasi): la scoperta di due tombe (Lina delle due presumibilmente
messapica!) presso la masseria "Stanzie".
II giorno 3 settembre '98. durante i lavori di pulitura di un terreno agricolo,
il signor Donato Fersino ha rinvenuto due tombe ed un numero imprecisato di
fosse artificiali (probabilmente granai) scavate nella roccia. Le due tombe
si presentavano di forma rettangolare e contenenti resti di ossa, presumibilmente
umane. In seguito alla denuncia di tali ritrovamenti all'Ufficio Tecnico comunale.
con ordinanza del Sindaco dott. Roberto De Vitis, si è provveduto a
bloccare i lavori di pulitura e a vincolare l'intera area.
Le ossa rinvenute, alcune delle quali integre (epistrofeo, due falangi, osso
temporale, parzialmente integro, numerosi denti), il resto ridotto a soli
frammenti, sono state giudicate ad un primo esame eseguito dal Settore Medicina
Legale della USL 2 di Maglie. "certamente non di epoca recente".
In attesa di ulteriori disposizioni delle Soprintendenze di Taranto e Bari,
interessate dall'Amministrazione, a noi Supersanesi resta un dato di fatto:
una nuova scoperta che interessa ancora una volta una zona archeologicamente
importante. Tutto ciò è quanto già avvenuto ma non è
tutto, anzi, questo è solo l'inizio di una serie di interventi che
a breve termine potrebbero essere operativi sul nostro territorio e che ci
potrebbero offrire un'opportunità irrinunciabile per la ricostruzione
della storia supersanese dai primi insediamenti di età preromana, alle
testimonianze di età bizantina, fino in particolar modo ai Normanni.
Visto che ali argomenti non mancano e richiedono un'analisi competente abbiamo
ritenuto opportuno coinvolgere un'autorevole figura, affermatasi a livello
europeo dell'Università degli Studi di Lecce, il prof. Paul Arthur,
della Facoltà di Beni Culturali.
II prof. Arthur, docente di Archeologia Medievale, è da tempo particolarmente
interessato alla vicende storiche del nostro paese. che ha già visitato
per verificare l'esistenza di un importante insediamento normanno, la "Specchia
Torricella". Ci ha così gentilmente concesso un'intervista, per
"illuminarci" su questa e le altre Grandi ricchezze nascoste nel
nostro territorio.
• Professore, qual è attualmente il rapporto esistente tra l'archeologia
medievale e il Salento?
Uno dei grossi problemi per l'archeologia medievale, nel Salento come in tutta
l'Italia meridionale, è quello di essere "viziati" da una
cultura che tende a valorizzare il mondo classico a scapito di tutta una serie
di testimonianze culturali e archeologiche posteriori. Esempio ne è
la grande attenzione dell'archeologia alla storia dei Messapi: indubbiamente
sono stati realizzati ottimi lavori, come nel caso degli insediamenti di Vaste
e Cavallino, però oggi siamo Inondati dall'archeologia messapica rispetto
ad altre, come quella dell'età romana che è poco valorizzata.
Per non parlare dell'arco di tempo successivo alla caduta dell'Impero Romano
d'Occidente fino all'arrivo dei Normanni, e anche degli avvenimenti storici
posteriori. li vuoto che si è creato è spiegabile con la mancanza
di documenti. Gli ultimi documenti che riguardano il Salento. con pochi accenni,
risalgono alle Lettere di Papa Gregorio Magno (VI sec.). Per il periodo di
dominazione bizantina, che va dal VI fino all'XI sec., concluso dall'arrivo
dei Normanni nel Salento. non abbiamo un documento sopravvissuto. ma si rinvengono
soltanto pochi testi con riferimenti non esplicitamente riguardanti il Salento.
Ciò ha provocato la nascita di falsi storici attraverso 1' assimilazione,
per la storia salentina. delle testimonianze rinvenute altrove.
• Come compensare la mancanza di tinti per una attendibile ricostruzione
del periodo bizantino?
Credo che l'unica vera soluzione sia quella di procedere con un'indagine archeologica
rigorosa; basti pensare a Supersano, che viene per la prima volta attestato
nelle fonti nel XIII sec. ma sicuramente il suo insediamento è antecedente.
II castello stesso, che sembra avere all'interno, come nucleo, il mastio di
età presumibilmente normanna. dovrebbe risalire al XII sec. Si è
già verificato che molti casali presenti nei vari paesi del Salento,
e in un primo momento datati nel tardo medioevo, sono poi risultati da un'indagine
archeologica successiva, fondati in età bizantina.
A proposito, come potrebbe svolgersi un'indagine appropriata
sul castello di Supersano?
Certamente attraverso lo studio stratigrafico, che perinetta di realizzare
delle piante per ogni piano del castello e dei prospetti con le dovute sezioni
per tentare di capire le sovrapposizioni delle varie strutture che compon;ono
l'unità dell'edificio. L'indagine archeologica, caratterizzata da scavi
ben mirati in punti chiave, come all'interno del mastio, oppure in corrispondenza
magari delle fondazioni di vari muri, permetterebbe di classificare i vari
componenti della struttura in relazione alle loro funzionalità. A quel
punto si può scrivere una storia del castello, individuare esattamente
il periodo di costruzione nonché delle successive modifiche.
Del resto lo scavo fornirebbe informazioni a livello non solo cronologico
ma anche economico. in seguito allo studio dei materiali reperiti, come ossa
animali, materiale paleobotanico, utili, ad esempio, per conoscere le abitudini
alimentari dell'epoca, e le caratteristiche ambientali: attraverso lo studio
di pollini e semi si può risalire alle varie specie botaniche, mentre
attraverso lo studio delle terre, si può stimare la fertilità
dei terreni, l'eventuale presenza di paludi. boschi ecc...
Solo così il castello comincia a vivere, perché ora non vive:
è un grosso blocco monumentale all'interno del paese che non racconta
la sua storia.
• Quindi, professore, l'archeologia si presenta come una disciplina
molto complessa?
Certamente, e che può raccontare molto a condizione che sussista non
solo un racconto scientifico, ma con non minore importanza anche un racconto
divulgativo, con la duplice funzione (li conoscenza e di pubblicitù.
Attraverso la conoscenza, accrescono la sensibilità e la consapevolezza
di ciò che abbiamo, indispensabili per evitare il degrado e quindi
la perdita di questo immenso patrimonio. Ad esempio. quanti possono immaginare
che Supersano sia uno dei comuni salentini con il più alto grado di
conservazione dei dati archeologico-medievali, chiaramente fino a quando non
vengono distrutti? Testimonianze uniche sono non solo il castello, ma anche
l'area delle "Stantie la palude del " Sombrino", tracce del
bosco "Belvedere", la cripta della "Coelimanna ''Specchia Torricella"
località "Scorpo" (una fossa di età bizantina databile
al IX-X sec. d. C. che ha restituito già frammenti in ceramica, ossa
di animali, macine per grano).
• Come bisogna intervenire per allontanare la minaccia
del degrado provocato dalle attività agricole e industriali e che pregiudica
la conservazione di queste testimonianze?
Purtroppo stiamo rischiando eli perdere tutto a causa dell'insensibilità
e dell'ignoranza.
Non tutte le am ministrazioni comunali apprezzano e valorizzano il patrimonio
a loro disposizione come quella di Supersano. lo non sono contro il progresso,
per carità, ma nella maggior parte dei casi si potrebbe intervenire
compatibilmente agli studi archeologici. È qui che è decisivo
il ruolo di tutela che dovrebbero svolgere le varie istituzioni, in particolar
modo quelle locali, i comuni, che sono quelle più idonee per riappropriarsi
del territorio e promuovere discorsi seri di valorizzazione.
• Allora, professore, ora ci può spiegare perché è
importante "Specchia Torricella"?
Si tratta di una tipica motta normanna, OSSIA un tipo di struttura fortificata
con funzioni allo stesso tempo difensive e aggressive, ma forse dopo utilizzata
anche come torre di Guardia del bosco Belvedere. Era un vero presidio della
colonizzazione normanna sul territorio. Non è a tutt'oggi un monumento
vistoso, soprattutto per chi si accontenta della bella architettura e della
storia dell'arte, in quanto sembra un cumulo di terra e pietre. ma chissà
se in seguito agli scavi non riemergano le tracce dell'originaria struttura
in legno dell'XI sec.
"Specchia Torricella" è una di quelle decine se non centinaia
di motte che esistevano nell'Italia meridionale. che sono andate quasi tutte
distrutte. Essa è miracolosamente salva, ma mi chiedo per quanto tempo
ancora.
Attualmente sono già stati raccolti in prossimità della motta.
alcuni cocci di ceramica simili a quelli raccolti alle "Stanzie".
probabilmente provenienti dalle coeve fornaci di Ugento.
Le prospettive sono molto Incoraggianti, ora bisogna passare ai fatti.
Elena Frascaro
A masseria "Stanzie" un cortometraggio
Ma può essere realizzato un film,ispirato ad
un'opera di Maria Corti
Luogo certamente ammaliante, quello cli masseria "Stanzie".
per i tanti e tanti motivi che in questi ultimi tempi l'hanno fatta balzare
agli onori della cronaca archeo-ambientale. la qual cosa ha positivamente
sollecitato e solleticato anche noi, che abbiamo deciso non solo di ospitare
un servizio "DOC" sui ritrovamenti ivi venuti alla luce, ma di dedicare
doverosamente al sito anche la copertina a colori. Della meravigliosa "quaestio",
riferita alla contrada ingenerale e delle scoperte archeologiche in particolare,
il lettore troverà dettagliate notizie in altra pagina del giornale,
corredate da un'ampia documentazione fotografica, ma qui vuolsi trattare di
un'altra "occasione", che ha visto ancora protagonista la stupenda
masseria "Stanzie", di Donatino Fersino.
La naturale scenografia del sito, poggiato ai piedi della nostra incantevole
"serra", ha offerto la opportunità al regista leccese Massimiliano
Verardi. di poter girare qui un cortometraggio, trattando una storia breve.
proiettata tra passato e presente. "IENTU REFULU", è il titolo
del documentario. cioè vento che nasce inTprovviso e che soffia ali'
"indietro", su sceneggiatura scritta da Alan Minier e dallo stesso
regista Verardi, un verace giovane leccese e attualmente residente a Paria.
Il cortometraggio, come detto, è stato interamente -irato nell'ambito
che circonda masseria " Stanzie'' e si propone come capofila di un progetto
molto più vasto, che prevede l'ambizioso disegno di programmare un
vero film, ispirato ad un'opera di Maria Corti (l'autrice di "L'ora di
tutti", sui martiri d'Otranto). dal titolo "II silenzio della sirena',
edito da Bompiani.
Tra i veri attori che nel cortometaggio agiscono, emerge certamente il ..Masai",
interpretato dal senegalese Assane Diop, una figura, la sua, che incide non
poco sulla trama della vicenda narrata e elle del Salento diventa il personaggio
del "passato", tra il XVII e XVIII secolo e che spinge non solo
verso il nostro presente, ma anche e soprattutto verso il nostro futuro, e
per "nostro" si deve intendere quello del Salento. dell'Italia e
dell'intero nostro continente.
Ed è opportuno qui ricordare che l'insieme degli interpreti, propone
sia attori che hanno una certa esperienza specifica, ma anche altri, che si
sono accostati alla macchina da presa per la prima volta. Non nlanca la partecipazione
di compaesani, che qui vogliamo ricordare. Innanzi tutto, Donato Ferrino proprietario
della masseria, poi i coniugi Salvatore e Paolina Vizzino, della vicina masseria
"Macrì", Giuseppe Macagnino e le signorine Solazzo.
Fanno da colonna sonora allo scorrere delle immagini, tre canti, intitolati
rispettivamente "Moretto', "Mara l'acqua" e "Jentu rèfulu",
riferito, quest'ultimo, al lamento funebre programmato delle prèfiche
le donne che Fino agli inizi del secolo, piangevano sulla bara del caro estinto,
ma solo dietro compenso Mark Chapman ha curato il montaggio del film, mentre
i costumi sono di Mariella Salerno.
La Casa produttrice, la "Toscana Productions" che ha sede a Parigi,
pensa di poter partecipare con questo cortometraggio ad importanti festival
ma la meta agognata è quella del Festival di Cannes.
Supersano... ieri
(Asterischi , fotografici su cose, fatti e persone di casa nostra)
Spostando tiri po' gli ai-omenti, passiamo dai temi "monografici"
a quelli più variegati, ma ugualmente interessanti: flash che caratterizzano
momenti ben definiti della vita supersanese. Vediamo cosa ci dicono queste
immagini, seguendo un certo filo cronologico:
- Foto A) -
Iniziano con una rara immagine d'epoca. che ritrae la signora Lucia Corrado
(meglio conosciuta come "Donna Cetta'). che posa al centro di una "squadra"
di bambine, che ne frequentavano la casa (così come era d'uso in quel
tempo e tino agli anni 50/60), che faceva loro da "mèscia', cioè
da maestra, perchè è qui che si imparavano le nozioni rudimentali
dello scrivere e far di conto. ma soprattutto ci si avviava al cucito e al
ricamo, o vi stazionavano soltanto per consentire alle loro mamme di poter
svolgere le loro quotidiane attività (preminenti erano quelle della
campagna). Tornando alla signora qui ritratta (aveva allora circa 43 anni),
bisogna ricordare che era stata la seconda moglie di Silvio De Luca. tiri
impiegato comunale del tempo, che aveva sposato la donna nell'aprile 1946,
dopo la morte della prima moglie, Cesira Corrado, sorella di Lucia, avvenuta
due anni prima. La foto, stando alle indicazioni che ci sono state fornite,
ma soprattutto prendendo in esame la data di nascita di qualcuna delle bambine
qui ritratte e riconoscibili, dovrebbe essere stata scattata nel 1923/24.
- Foto B) -
Alquanto sbiadita, è una vecchia foto risalente ai primi anni quaranta:
è una scena di "rimorda", fatta in contrada "Puzzu te
vigne" di proprietà Rocco Petracca, meglio conosciuto come "Roccu
Barracca". Cerchiamo di indicare i personaggi nell'insieme alquanto consunto
della foto, partendo da quelli sistemati sulla scala sinistra (dall'alto):
Cesare Congedo, Luigi Rizzello e Rocco Orlando. Sulla scala di destra: Stefano
Rizzo ("Steu"), quindi, la "tromba del Duce", Noè
Frascaro. contadino e imbianchino. Costui si dilettava a suonare una tromba,
con cui chiamava a raccolta i giovani fascisti, segnandone la posizione dell'
"attenti" e del "riposo", durante le coreoGrafie manifestazioni
del "sabato fascista" e simili. Veniva indicato, appunto, come la
"tromba del Duce", tipo quanto mai spassoso ed allegro, che "disimpegnava"
questo suo comportamento con estrema attenzione alle "regole". Torniamo
alla foto, per riconoscere l'ultimo sulla scala a destra, Giuseppe Marra ("Scamaluru").
Altri volti potrebbero essere riconosciuti, ma è compito piuttosto
arduo. Cionondimeno, ne diamo citazione, così come ci è stata
segnalata da chi ci ha fatto avere la bella foto: Antonio Elia ("Ucciu
Carlucciu"). Gerardino Dumas. Giuseppe Frascaro ("Pilla-Pilla")
e Luigi De Vitis.
- Foto C) -
Abbondante nevicata, fissata al l' dicembre 1957. Il gruppo, che così
piacevolmente sosta al Parco delle Rimembranze e che si lascia fotografare.
è composto, partendo dalla sinistra, da: Armando
Alfarano. Pino De Donno. Uccio Giurgola, Pippi Pasanisi e Paolo Petracca.
Accosciato: Tonfo Frascaro di Giuseppe. da non confondere con I'omonimo, figlio
del dottore Eugenio.
- Foto D) -
Risalente allo stesso periodo (1957). è questa singolare immagine.
in cui vediamo esibirsi in una scherzosa dimostrazione, Italo Corrado. lo
sfortunato genitore di Guido Corrado. che qui vuol praticamente far vedere
come si fa a "trovar l'acqua" col sistema del bastoncino: insomma,
un vero e proprio rabdomante, che in quel tempo non lasciava adito a diffidenze
o cose del genere, quando, cioè, si credeva ciecamente nei "poteri"
di chi faceva capire di essere in possesso di particolari "energie".
capaci di individuare i posti in cui si potevano praticare pozzi. sicuri di
poterli trovare ricchi di acque. Come si può notare, la foto non è
stata scattata in un luogo "idoneo poichè trattasi cli una dimostrazione
esibizionistica, espressa solo per avere il ricordo eli una inlmagine in un
giorno di festa. Lo si arguisce osservando la "tenuta a festa" di
un altro personaggio che si riconosce in Enrico Alfarano famoso" per
la sua bottega di "barbitonsore", in cui si poteva trovare un po'
di tutto, anche l'esposizione e vendita di calzature.
- Foto E) -
È stata scattata a Roma. nel salone del famosissimo hotel "Cavalieri",
nel pomeriggio del 13 febbraio 1974. La circostanza, prevedeva la premiazione
di molte Ditte nazionali che si occupavano di arredamento e, tra queste, inserita
anche quella di Giovanni Alfarano, che ricevette il premio dalle mani del
notissimo presentatore Corrado. che qui viene ripreso, per una Foto ricordo,
insieme ai responsabili cieli' "Alfarano Mobili" e ad alcuni amici,
invitati per la particolare circostanza. Se scorriamo l'immagine, partendo
dalla sinistra, indichiamo: un rappresentante della Ditta, quindi Uccio Giurgola,
Totò Contini, Gino De Vitis, Giuseppina Alfarano, qui in veste di madrina
della Ditta supersanese (la signora viveva e vive a Roma) e poi al figlio
proprietario della falegnameria, Fernando, che ha accanto lo speaker-presentatore
della manifestazione, il celebre Corrado, appunto. quindi Angelo Petracca,
Ragioniere in seno alla Ditta ed altri due rappresentanti.
- Foto F) -
Siamo nell'estate del 1964 o 1965. Lo si desume dal l'atto che dietro la statua
della Coelimanna (ritorna al suo Santuario dopo la permanenza nella chiesa
madre per la festa patronale), si intravede il Cav. Vito Musio. presente qui
in qualità di sindaco del paese. Eletto nella primavera del 1964. si
evince che la data della foto debba essere quella di quell'anno o dell'anno
successivo, ma non oltre, considerando anche l'età di qualche bambino
qui ritratto e ben riconoscibile.
A distanza di un anno, questa volta con un abito da sera
Ancora un successo per Cinzia Morieri
Esattamente un anno l'a, dal le colonne di questo giornale,
si parlava di Cinzia Morieri. come di una voce nel campo della moda. Giovane
emergente. sulla quale si poteva scommettere. E così è stato.
poichè la graziosa stilista, si è imposta prepotentemente ancora
una volta, strappando la palma vincente, sempre a Miggiano (Le), nel concorso
ivi organizato e giunto alla IV edizione, per "L'Arte e la Fantasia della
sarta in Passerella". È stato qui. la sera del 30 agosto '98,
che Cinzia è stata coronata quale migliore stilista per l'abito da
sera, premiata per l'estro e la originalità. così come recita
testualmente la targa che le è stata offerta nel corso della premiazione.
Due sue partecipazioni alla rassegna miggianese e due primi posti conquistati,
non possono non essere risultati che inorgogliscono, non solo chi conosce
di persona la simpatica giovane. ma tutti quanti i Supersanesi. E se è
vero che. parafrasando un vecchio (letto, noti c'è due senza tre. si
aspetta ancora un ulteriore successo, e poi. poi chissà...
Grande partecipazione di pubblico la sera del 30 agosto 1998 in piazza della
Rinascita a Miggiano, per assistere alla singolare manifestazione della "Sarta
in passerella", là dove vengono presentati vestiti da mattina,
pomeriggio e sera, così come l'anno scorso. Cinzia Morieri sfoggia
un vestito da mattina di raso banco, con abbottonatura sul davanti ed un particolare
incrocio, che abbellisce la scollatura sul di dietro. Oltre a ciò,
è presente anche nelle sezioni per il pomeriggio e da sera, il primo.
consiste in un lungo grigioperla, il secondo, un lungo di cadì in seta
blu, con corpino, impreziosito da pizzo macranè e con coda strascico.
Ed è proprio con la proposta da sera, che Cinzia Morieri ottiene il
primo posto in classifica, per "l'estro. l'originalità e la fantasia"
e viene premiata da Miss Puglia 1998 e Miss "Quotidiano". sotto
il "vigile" occhio delle macchine fotograffiche e delle telecamere.
CURIOSITÀ
SUPERSANO: Posizione in Provincia per estensione del feudo
1) LECCE Ettari n. 23.839 2) NARDÒ 22.515 3) UGENTO 9.872 4) MELENDUGNO 9.106 5) GALATINA 8.162 6) OTRANTO 7.615 7) VEGLIE 6.135 8) VERNOLE 6.057 9) SALICE SALENTINO 5.900 IO COPERTI NO 5.776 11) CUTROFIANO " 5.572 12) LEVERANO 4.877 13) CARPIGNANO SALENTINO 4.803 14) GALATONE 4.654 15) CAMPI SALENTINA 4.511 16) TRICASE 4.264 17) GALLIPOLI 4.035 18) RUFFANO 3.882 19) CASARANO 3.808 20) GUAGNANO 3.779 21) LEQUILE 3.636 22) SUPERSANO 3.619
• Se te marzu trona, la vinnigna è bona.
• Tutti rrìvene a ll'ura, quannu s'ha manciare.
• Quannu se mancia nu sse cunta te tiscrazzie.
• Lu siccu è pèsciu te la crànina.
• Ci se ccuntenta te picca, va sempre strazzatu.
• Lu divertimento te li pòuri ete cu fannu l'amore.
• Panza china nu penza alla vacante.
• 'Na facci tosta rrenne cchiui te 'na massaria.
• Cu Ili belli modi, ccatti quiddhru ca òi.
• Li dispiaceri te fannu divintare vecchiu.
• Me ,ju dolore te pòscia ca te core.
• Sinti già riccu se nasci furtunatu.
• Se tai la caccia a ddo' lebbri, una se ne fusce e
l'adsdhra se ne scappa.
• Ci sape cu guatagna, sape cu spenne.
• Nu 'nc'è bisognu te miseria cu te rruvini.
• Se In cutursu nu fatica, la panza ne patisce.
• Lu caddhru era lu tarloci te lu paese.
• Puru se lu ciucciu è vistutu te festa, nu nne poti
crucciare le ricche.
• Sulu lu jentu ne spòlica lu culu a Ila caddhrina.
Glossario di casa nostra e dintorni
- Lippu: Col termine si indica qualsivoglia
untuosità, ma con particolare riferimento al sedimento di acqua stagnante
che si forma nelle cavità in genere o nei recipienti. I1 vocabolo,
molto frequentemente, lo si usa quando vogliamo indicare la mucosità
generale sugli scogli della battigia in riva al mare, spesso causa, questa.
di spettacolari e rovinose cadute. La parola "lippu" è derivata
dal greco "Xtnog", che significa, appunto, "grasso, untume".
- Chiasciune: È il lenzuolo. Nella dizione, risuona
tale in tutta la nostra regione, pur con qualche lieve variazione (Chiascione.
ghiascione, chiajona), deriva certamente dal greco n~aytovvtov le cui consonanti
iniziali "pl" si sono sviluppate nel tempo in "chj". Considerare,
ad esempio. come nel leccese, il gruppo "pl" della parola "pianta"
(pianta), si sia trasformato in "chj", "chiarata": "plumbum
in "chiummu". ecc. Putia: che strano modo per indicare la parte
estrema delle vesti femminili, o meglio ancora la piega che orlava la parte
inferiore della veste! Certo, a volerne chiedere il significato alle nuove
generazioni è tempo perso, in quanto solo nella cerchia delle persone
anziane é possibile ancora sentirla usare. Un'anziana donna diceva
che la "nnanni" sua, cioè la sua bisnonna, soleva indicare
la parte bassa della sottoveste con questo nome, che. evidentemente, deriva
dal greco "no&a".
- Scerre: Equivale, nel comune discorrere supersanese. a
"lite". "litigio". Il termine non viene usato da solo,
ma più spesso nella frase "ha/hannu fattu scerre", che equivale,
letteralmente, a "Ha/hanno fatto lite", "Ha/hanno litigato",
specialmente quando si vuol indicare l'allentamento affettivo di amicizie
o la compromissione di unioni familiari. Difficile poterne fissare l'etimo.
Il vocabolo viene usato solo al plurale ("scerre"), poichè
non ne esiste la forma singolare.
- Cavitare: Termine ormai del tutto scomparso o quasi dal
discorrere paesano. Sta per "risparmiare". Era sempre presente nel
modo di dire: "Cavìta la farina. quannu la mattra è china!"
(Risparmia la farina, quando la madia ne è piena").
- Murtieri: Sono solo in pochi, anzi pochissimi a conoscere
il significato di questo strano termine, col quale si soleva indicare la sporcizia
sul pavimento, dovuta ad un misto di terra e acqua. che equivarrebbe alla
"iuta".
- Puragna: È nient'altro che il `pus' di una ferita.
Spesso veniva usato un attributo, che evidentemente lo si faceva derivare
dal sostantivo in oggetto. che recitava così: Mpuragnutu/a". Accanto
alla parola "puragna" c'era quella molto più comune nel linguaggio
popolare di "materia", sempre nel significato di 'pus".
Usi e costumi di casa nostra,
in naftalina e non
• La Vigilia dell'Ascensione. Il giorno dopo, la Chiesa
celebra la salita al cielo del Cristo, dopo quaranta giorni dalla sua resurrezione.
Vola in cielo, ma lascia nelle nostre case la sua benedizione. In che modo?
Il giorno della vigilia, appunto, si sfogliavano tanti fiori, che venivano,
poi, messi in una bacinella piena d'acqua. Si credeva, che Cristo, prima di
salire in cielo, passasse dalle case per benedire l'acqua con i fiori. Coli
quell'acqua, la mattina del giorno dopo, ci si lavava, credendo, con ciò,
di essere stati benedetti da nostro Signore, in lnaniera tangibile.
* * *
• E, sempre in odor di fiori, ecco le signorinelle uscir di casa nella mattinata del 1° del mese di maggio, a raccoglier margheritine gialle con cui ornarsi i capelli, ma non per invocar marito (come si potrebbe pensare), ma per... allontanar il mal di testa!
* * *
• In una casa di nuova costruzione, i'imlnagine di un Santo protettore
non mancava nlai (ma "ficurina", insonllna, era sempre presente).
Oggi tal consuetudine è venuta un po' meno. In che cosa consisteva
l'operazione? Il proprietario della casa in costruzione (quando le volte era11o
a "spigolo"), faceva inserire nel concio che chiudeva la volta (l(1
"chiave"), l'immaglnetta (la `fic11r111a") (h un Salito prediletto,
con ciò invocando la sua protezione e la sua benedizione.
* * *
• Giovedì Santo: rito della Cena. Fino a qualche anno fa, venivano
scelte 12 persone, per lo più anziane, che fungevano da "Apostoli"
e partecipavano alla particolare cerimonia religiosa del lavaggio dei piedi.
Per ognuna di queste persone, altrettante famiglie preparavano dei pani enormi
a forma di ciambella. Dopo il rito, ogni "Apostolo" portava a casa
il proprio pane, ornato di fiori benedetti che spesso veniva distribuito ai
vicini di casa, perchè ne mangiassero: il pane Santo era considerato
una ventata di benedizione che entrava nelle case. Oggi il rito rimane tale
nelle grandi linee, anche se al posto degli anziani "Apostoli",
vengono chiamati 12 bambini, spesso prelevati dalla Scuola Media.
* * *
• Ancora in tenta pasquale. Per il Giovedì
Santo, quando nelle chiese si approntava il Santo Sepolcro, vi era un autentico
viavai di gente che si adoperava per la messa a punto dello scenario particolare;
falegnami, elettricisti ed
inservienti vari: a ciascuno il suo compito, primo fra tutti, quello di reperire
i più bei vasi di fiori, che nella quasi totalità, venivano
prestati dalla signora Vincenzina Magli, sorella del Senatore. Ma, oltre alle
normali piante, pur se molto belle, compariva in questa circostanza e abbondantemente,
la pianta del "sabburcu" ("sepolcro"), preparata in tempo
da molte famiglie, proprio per addobbare l'altare-sepolcro del Giovedì
Santo. Cos'era questo "sabburcu"?
Sono dei filamenti color bianco-gialli, che danno l'impressione di una foltissima
chioma canuta. Singolare risultanza che si ottiene interrando dei cereali
in un qualsivoglia vaso (generalmente si usava una bacinella più o
meno capiente) avendo l'accortezza di tenerla sempre al buio e bagnarla ogni
tanto, ma sempre operando con cautela alfine di non farle mai prendere luce.
L'effetto è stupendo. Oggi, col "progresso" è scomparsa
quasi totalmente sì bella e suggestiva operazione e solo raramente
qualche nostalgico, se Pie ricorda, e ne prepara ancora qualche esemplare.
Un gruppo di giovani volentorosi
Per Praticare e di diffonderelo sport della Pesca
Due anni fa. si è costituita qui a Supersano la
Società "FISHING CLUB AZZURRO" affiliata alla FIPSAS (Federazione
Italiana Pesca Sportiva e attività subacquee), con lo scopo precipuo
di praticare e diffondere lo sport della pesca. Il Consiglio Direttivo formatosi,
è rappresentato da Costantino Sticchi (Presidente). Michele Negro
e Antonio Falcone (collaboratori), Silvano Bavone (Vice Presidente), e Tonio
Brocca che funge da Segretario.
Pur con le oggettive difficoltà ed i relativi sacrifici che ogni
sport comporta, si è più che soddisfatti dei risultati fin
qui ottenuti; la soddisfazione deriva dal fatto che il Gruppo è cresciuto
numericamente, anche con adesioni di ragazzi provenienti da centri limitrofi.
Soddisfatti e lieti, poiché i ragazzi, pur non avendo una pratica
approfondita della pesca, con le varie tecniche e discipline che esso comporta
(vedasi il "Surf Casting", cioè la pesca della spiaggia,
il "Drifting", il "Bolentino", la "Traina",
ecc.), sono comunque riusciti a conseguire risultati soddisfacenti. Al proposito,
si è avuta la opportunità di qualificare sette tesserati per
il Campionato Regionale, la cui finale, però, non è stato
possibile disputare, per motivi economici, purtroppo. Ciò nonostante,
non sono mancati risultati soddisfacenti: un secondo posto nella "Coppa
Apulia", che ci ha visti impegnati a Riva degli Angeli, il 25 ottobre
1997. Grazie alla prestazione di Virgilio Maglie e l'altra di Maurizio Galati,
che nel Campionato Italiano d'Eccellenza, nella gara disputatasi il 14 novembre
u.s. a~Torre Mozza, ha ottenuto il primo posto con medaglia d'oro. Ma c'è
da segnalare, inoltre, la prova di Costantino Sticchi e Massimo Vergari,
nella gara di Campionato Provinciale "Pesca di Bolentino", a San
Foca, lo scorso luglio, ottenendo il nono posto su quaranta imbarcazioni.
Ma ci sia consentito rilevare quanto grande sia la nostra gioia, di fronte
all'impegno che questi ragazzi profondono, all'insegna di una sana allegria
e di disinteressata amicizia, peculiarità, queste, che ci uniscono
sempre più e che speriamo possano essere da stimolo a quant'altri
volessero unirsi a noi, per assaporare la vera gioia che questa disciplina
sa dare, sia a livello agonistico che amatoriale. E qui è il caso
dover menzionare i racconti di chi vuoI divertirsi con sano spirito eli
passione, e come da essi traspaiano contentezza e malcelata euforia nelle
dettagliate descrizioni dei protagonisti. Un~riconoscimento particolare
merita certamente Antonio De Vitis, per le "pasture" che egli
stesso prepara e con cui riesce ad ottenere strabilianti risultati, specie
nella pesca delle "occhiate". Ma non va dimenticato Antonio Tridici.
abilissimo a catturare salpe e cefali con il suo "Rezzaglio" ('Rusacchiu').
Si ricorda, infine, che il nostro Club. ogni anno, nel mese di Febbraio.
organizza una gara nazionale di "Surf Casting", alla quale aderiscono
tantissime società, provenienti da ogni parte d'Italia.
Siamo sulla breccia da poco ma non ci pare che quanto è stato fatto
sia da considerare -poco-!
Cogliamo l'occasione per ingraziare la Direzione de "li Nostro Giornale",
per lo spazio che ci ha concesso.
Costantino Sticchi
Responsabile sanitario della struttura e di tutte le sue
attività
Eugenio Frascaro guiderà, a Fiuggi, la nuova
palazzina medica
La tanto sospirata palazzina medica è finalmente realtà:
sorge nell'area della vecchia stazione COTRAL e presto sarà ufficialmente
inaugurata.
• stato nominato, dopo regolare concorso pubblico, come responsabile
sanitario della moderna struttura e di tutte le sue attività, il Dott.
Eugenio Frascaro di Fiuggi.
Discendente da una dinastia di medici, il Dott. Frascaro entra come studente
nel Dipartimento di Urologia dell'Università di Roma "La Sapienza",
diretto dal Prof. Franco Di Silverio e di laurea all'età di 25 anni
in medicina e chirurgia. Inizia l'attività presso le Terme di Fiuggi
e nel 1995 si specializza in Urologia.
• autore di numerose pubblicazioni scientifiche a carattere nazionale
ed internazionale, alcune di queste inerenti l'acqua di Fiuggi.
Ha collaborato con l'Associazione Italiana Scleròsi Multipla come urologo
e svolge costante attività di ricerca, in collaborazione con il suo
maestro, Prof. Di Silverio.
• lui stesso ad illustrare al nostro giornale il suo progetto: la missione
è quella di garantire l'assistenza medica ai curandi, sia per quanto
riguarda le cure termali che per le visite specialistiche. Tutelare e migliorare
l'immagine dell'acqua e delle Terme sotto il profilo medico-scientifico e
promuovere l'Azienda nell'ambiente sanitario.
Presso la palazzina medica verranno trasferiti tutti i servizi sanitari, assicurando
alla Fonte Anticolana e Bonifacio il pronto soccorso.
All'interno della palazzina, il medico termalista potrà operare nelle
nuove sale mediche con maggiore comfort e professionalità, con l'ausilio
delle più moderne attrezzature mediche.
I medici che ruoteranno attorno alla palazzina, saranno, a pieno regime, circa
venti; si punterà molto sull'aggior
namento termale ed uroloico e si orI
ganizzeranno meeting settimanali, durante i quali ognuno riferirà sui
casi più importanti giunti all'osservazione.
Tutti i servizi di "apertura pratiche" saranno computerizzati e
i tempi di attesa praticamente ridotti al minimo. Le sale di attesa saranno
munite di video per l'intrattenimento dei pazienti, e durante l'estate si
potrà attendere anche nel parco, che fa da cornice alla palazzina,
appositamente attrezzato.
Il Centro Studi, anch'esso trasferito alla palazzina, sarà dotato di
macchinari d'avanguardia: dall'ecografo di ultima generazione, al flussometro
per la determinazione del flusso urinario, e si sta analizzando la possibilità
di valutare il dosaggio dell'antigene prostatico specifico.
Il Centro Studi sarà coordinato da uno specialista urologo, che dovrà
garantire le visite urologiche ed antropologiche, per lo studio, oltre che
della calcolosi renale, anche delle malattie neoplastiche dell'apparato urinario.
La promozione medico-scientifica,è sicuramente l'impegno più
importante. Si dovranno curare le realazioni esterne con la classe medica
(sia urologi che nefrologi, che medici di famiglia), al fine di sviluppare
l'immagine dell'acqua e delle Terme, in collaborazione dei rispettivi `produci
manager', tramite convegni, congressi, ecc., cercando di promuovere sempre
Fiuggi come sede congressuale.
Oltre ai servizi indicati, trova posto nella palazzina il Centro AVIS e il
Punto di Primo Intervento con la guardia medica regionale; per intenderci,
il 118, attualmente in via A. Diaz, a Fiuggi Città.
Concludendo, con la nuova palazzina medica, si punta sulla qualità
del servizio, sia sotto l'aspetto scientifico che organizzativo. Non più
file per i curandi, con le modifiche sostanziali al sistema della visita e
con la totale rivoluzione del processo di accoglienza, che all'ospite non
farà altro che piacere.
Vi sarà il contatto diretto e continuo con il Comitato Scientifico
dell'ASTIF, con il mondo universitario e verrà frequentemente fatto
il punto della situazione, anche con i consigli di tutte le forze politiche,
sociali ed economiche della città.
All'amico Eugenio, l'augurio di un proficuo lavoro.
P.M.
(da "FIUGGI", mensile di informazione, pag. 1, settembre 1998)
Agli auguri e felicitazioni porti dall'articolista al Dott. Eugenio Frascaro, neodirettore della nuova "Palazzina Medica" di Fiuggi, uniamo anche i nostri e quelli dei Supersanesi lettori de "Il Nostro Giornale", sicuri che il nome di Eugenio Frascaro, non potrà non riportare alla memoria la figura mai sopita di "Don Eugenio", che oggi il nipote lo rinnova nella professione e nel nome.
- Soldato SANTORO-ARAMINI LUIGI: Parlare più o meno ampiamente di un Caduto in guerra, deriva anche dal fatto contingente di aver potuto usufruire di più o meno consistenti notizie dai familiari. Nello specifico, dover questa volta parlare del soldato Luigi Santoro-Aramini, è molto più agevole, in quanto abbiamo avuto la possibilità di documentarci oltre che del "Foglio matricolare", anche di due cartoline postali, di un biglietto postale e di due lettere autografe, quest'ultima scritta dal fronte russo, tutte indirizzate alla moglie, Annetta Malerba. Nato il 7 marzo 1906, faceva in paese un po' di tutto, ma il suo vero mestiere era quello del barbiere. Aveva frequentato fino alla III elementare ed i suoi scritti ci testimoniano che sapeva, appunto, leggere e scrivere, anche se dal foglio matricolare risulta che Luigi non sapesse nè leggere, nè scrivere. Robusto e sempre di ottimo umore, gli piaceva un po' troppo il vino ed aveva ottimi rapporti in famiglia. Chiamato alle armi per il servizio di leva, il 19 aprile 1926 ed assegnato al 10° Raggr. Genio, viene congedato il 6 settembre '27, con "concessa dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà e onore" il corpo. Richiamato alle armi il 13 novembre 1932, rimane in servizio fino allo scoppio della guerra d'Africa, e al ricollocamento in congedo, il 10 marzo 1938. Ma ai primi sentori della seconda guerra mondiale, il Santoro viene richiamato e aggregato al 4° Rgt. Genio; "peregrina" un po' tra l'Italia e la Libia, quindi in Albania in zona di operazioni, dove viene ferito e da qui rimpatria col piroscafo "Po" e ricoverato presso l'ospedale militare di Bari. Guarito, ritorna in Albania (a Valona), in zona d'operazioni. Fatto prigioniero l' 1 I marzo 1941 viene inviato a Creta, dove con l'arrivo delle nostre truppe, sarà liberato dopo soli due mesi. Rientra in patria, ma riparte con lo C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) per il fronte Est (col treno 399620): è il 23 agosto 1942. Aggregato al 12° Btg. autocarrato "Montebello", il suo reparto, purtroppo, in una cruenta azione di guerra, viene accerchiato e si suppone che in tale circostanza il Santoro sia caduto sul campo, alla vigilia di Natale, esattamente il 22 dicembre 1942. Venne dichiarato disperso. Patetiche due lettere che egliaveva indirizzato alla moglie solo qualche giorno prima del suo olocausto: una è del 12 ottobre, l'altra del 4 novembre. Sul retro della prima, il soldato-camicia nera Santoro Luigi aveva scritto: "Vinceremo, sicuro presto". Aveva lasciato 8 figli.
Non si scandalizzi più di tanto chi, leggendoci,
potrà finalmente capire quanto sia "necessario" l'errore
di stampa, il cosiddetto refuso tipografico, per comprendere che un libro,
un giornale e simili, non possano essere sempre ini nuni da tal difetto e
accettare la qual cosa, predisponendosi solo con un po' di buon senso e cristiana
coniprensione. Nient'altro! E che nello specifico, di "refusi" si
vive, se eccezion si fa, forse, per "La Settimana Enigmistica" che
è inumare da questi errori (sic!)
Proponiamo all'occasione, un particolare documento di un tipografo veneziano
che in prefazione ad una sua opera, oltre quattrocento anni fa, diceva testualmente:
ALLI BENIGNI LETTORI
In tutte le attioni hmnane quasi di necessità conuien
che succedano de gli errori: ma doue più facilmente, in più
diuersi modi, et più ne possono accedere che si auengano nello stampare
i libri, non ne so imaginare alcuna. Et parmi la impresa della correttione
di essi ueramente poterla assimigliare al fatto di Hercole intorno all'Hydra
de i cinquanta capi: perciochè sì come quando egli col suo ardire,
et forze le tagliaua una testa, ne rinasceuano due, così parimenti
mentre co'1 sapare, et con la diligentia, si emenda un errore, le più
volte s'imbatte che ne germogliano non per due, ma ancho tre et quattro, spesse
fiate di maggior importanza, che non era il primo...
(Prefazione del tipografo Cavalco all'opera di Achille Fario Alessandrino
- Venezia 1563).