
Il nostro Giornale
Anno XXVII - n° 58 Supersano, 6 Luglio 2003
Direttore responsabile: GINO DE VITIS
Lettere al Giornale
Lecce, 19 dicembre 2002
Il giornale costituisce documento di primaria importanza, per conoscere la storia del paese.
Caro Direttore
A che numero siamo arrivati, Dott. De Vitis? Al n. 57. E a quale annata? Alla
XXVI, nientemeno (al momento siamo al n.58 e all'annata XXVII, ndr.). Se ne
può essere orgogliosi, nonché paghi e contenti.
E' fuor di dubbio che ormai "Il Nostro Giornale", considerato unitariamente
come volume autonomo a partir dalla sua nascita, costituisce documento di
prima mano e di primaria importanza per chi voglia conoscere la storia pressoché
quotidiana del paese, nei suoi risvolti. E non è roba da poco; una
mano verso il futuro.
A me personalmente poi offre una mano verso il passato. Ogni volta che me
ne giunge copia, mi si ravviva il ricordo, e il rimpianto, del mio carissimo
Rocco De Vitis.
E allora, buon anno, caro Direttore! Con i più cordiali saluti
Mario Marti
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Ruffano (Torrepaduli), 22 gennaio 2003
Complimenti per l'iniziativa editoriale
Preg.mo De Vitis Prof. Gino,
colgo l'occasione per esternarLe tutta la mia gratitudine e riconoscenza,
per quanto ha fatto per l'Orchestra di Fiati Lirico-Sinfonica "Città
di Ruffano", in occasione della pubblicazione della rivista "Il
nostro Giornale".
Mi permetto esprimerLe i miei complimenti per la Sua iniziativa editoriale,
quale messaggio di cultura ed espressione di vita locale. Devotamente
M° Lorenzo Melissano
(Direttore Artistico "Città di Ruffano)
Gentile Maestro Melissano
La ringrazio delle espressioni avute nei riguardi del mio Foglio, e, più
ancora, del dono CD che mi ha, fatto, con la selezione di "Messe solennelle"
di G. Rossini da Lei diretta. Mi trova in perfetta sintonia, poiché
ha trovato in me un autentico "patito" della musica lirico-sinfonica.
L'occasione mi porta a ricordarLe che quando vorrà servirsi delle pagine
del giornale, per qualsivoglia Suo intervento, o del Suo gruppo, può
farlo liberamente. Il "nostro" giornale è aperto anche a
chi della vicina Ruffano o Torrepaduli, voglia contribuire con servizi inerenti
i più vari aspetti di queste comunità. Mi onoro di aver già
ospitato Suoi concittadini, quali il Col. Osvaldo Casto, che ha conquistato
i lettori con i suoi racconti, il Direttore Didattico, Prof. Aldo De Bernart,
il Prof. Nello Borrelli, il pittore Silvano Bardoscia ed altri. Il mio benvenuto,
quindi, anche a Lei, con tutti i miei ossequi e rallegramenti per la Sua attività
di maestro concertatore e direttore. Cordialmente
Gino De Vitis
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Ruffano, 14 febbraio 2003
Il Giornale rinnova i legami (e i ricordi) con gli amici di Supersano
Carissimo Gino,
il tuo giornale mi giunge sempre, ancora, come una sorpresa inattesa e mi
è molto gradito anche perché rinnova i legami (e i ricordi)
con gli amici di Supersano. Ti ringrazio dell'omaggio. Mi riprometto sempre
di rivederti, ma accade solo al... supermercato. Perciò ti invio per
le vie brevi il mio piccolo, solito contributo. Cordialissimi saluti e auguri
Nello
P .S. = Mi è piaciuta molto la sottile ironia
della tua ultima copertina e l'evidente nostalgia dei tempi andati...
‚‚‚
Supersano, 18 febbraio 2003
Ennesimo incremento nelle donazioni presso l'AVIS di Supersano
Egregio Prof. Gino De Vitis
Con la presente Le comunico che in data 6.2.2003, presso il salone dell'Oratorio
Parrocchiale di Supersano, si è tenuta l'Assemblea Comunale Ordinaria.
I lavori si sono svolti regolarmente e sono stati approvati tutti i capi proposti
alla discussione. I delegati che rappresenteranno l'Associazione all'Assemblea
Prov.le, insieme con il sottoscritto, sono i sigg. Ada Corrado e Marco Manco;
tra i premiati segnalo la medaglia d'oro conferita al sig. Romolo Rizzo, che
è stato tra i fondatori ed uno dei primi donatori della locale sezione
AVIS.
Per quanto riguarda il numero delle donazioni per l'anno 2002, c'è
da registrare un nuovo, ennesimo record numerico: 229 donazioni (215 di sangue
intero, 11 di plasma e 3 di piastrine). Notevole l'incremento delle donne
e dei giovani, che sempre di più si avvicinano alla cultura del dono
del sangue. (*)
Con l'augurio che anche per quest'anno l'AVIS possa continuare a crescere,
Le invio un cordiale e sentito saluto.
Antonio Merico
(Presidente AVIS-Supersano)
(*) = In occasione del XX Anniversario dell'Associazione, è stato
edito un interessante numero-unico, a cura della Sez. "S. Modugno",
che, per il 2003, ha fissato le seguenti date per le donazioni: Il maggio,
8 giugno, 14 settembre, 1 novembre.
‚‚‚
Bucaramanga (Colombia), 10 marzo 2003
...l'ultimo numero del Giornale, dove ho letto con piacere...
Caro Gino,
ho ricevuto l'ultimo numero de "Il Nostro Giornale", che mi ha fatto
da guida per conoscere notizie del nostro paesino, dove ho letto con piacere
dell'Incontro Mondiale della Gioventù a Toronto (Canada) col Santo
Padre, che io ho visto per intero alla TV, poiché abbiamo un Canale
della famosa Madre Angelica, che forse conoscete e che trasmette per 24 ore,
in inglese e in spagnolo. Il programma l'ho anche registrato e contiene dei
particolari veramente meravigliosi. Dal Giornale ho appreso che dalla Puglia
erano partiti circa cento giovani, ma non so se tra di loro c'era qualcuno
di Ruffano, mio paese natio. Ho letto quanto han scritto le due giovani supersanesi,
Valeria De Vitis e Maria Concetta Cavalera:
davvero profonde!
Della nostra Italia riesco pure ad avere notizie, anche se spiccano di più
quelle poco buone. Gino, ti ringrazio dell'invio che mi fai di sì prezioso
documento e ti auguro ogni bene e buona Pasqua.
Padre Luigi Torna
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Philadelphia (USA), 5 maggio 2003
Grazie Supersano, ricordando mia madre
Carissimo Prof. De Vitis
Con l'uscita del prossimo numero de "Il nostro Giornale", vorrei
cogliere l'occasione per ringraziare tutti i miei parenti, amici ed i Supersanesi
che hanno partecipato alle esequie della mia cara mamma, che, da quanto dettomi
per telefono da mia sorella Rosaria, hanno avuto una grande e affettuosa partecipazione.
Grazie, ancora, dal più profondo del cuore.
Ero al lavoro, quando mi è giunta la ferale notizia. Mi ci volevano
24 ore per essere a Supersano, ma nel frattempo il funerale, così come
programmato, era già stato fatto, ed io volevo ricordare la mia mamma
così come era da viva, piena di vita. Dalle colonne del giornale, caro
professore, concedimi di porgere i miei più sentiti ringraziamenti
a Salvatore Varrazza e a Fernando Piccinno, che tanto si sono prodigati in
quella triste circostanza, e mandare un caro abbraccio a tutti i miei parenti,
oltre che agli amici e a Supersano tutta. Sarete sempre nel mio cuore
Michele Elia
Cogliamo l'occasione per ringraziare Michele, per averci fatto avere un suo
nuovo prodotto musicale (testo, musica ed esecuzione): trattasi di un CD,
dal titolo "Stornello Supersanese ".
Lungo le strade del quotidiano Notizie in breve per 180 giorni
- 20 dicembre 2002 = L'Istituto Comprensivo Statale di Supersano ripropone una mostra mercato a favore dell'Unicef, supportato dalla disponibilità delle famiglie, che hanno contribuito alla realizzazione e vendita di tanti oggetti, "lavorando tutti insieme e aprendosi all'altro ed ai suoi concreti bisogni, imparando il significato di educare ed educarsi, facendo propri i valori della Pace, della Tolleranza, della Solidarietà e dell'Accoglienza ".
- 26 dicembre 2002 = Viene presentato il Calendario Supersanese 2003, giunto alla quarta edizione, edito dall'Amministrazione Comunale, corredato da sei dipinti, di altrettanti pittori supersanesi, che hanno interpretato il nostro paesaggio secondo la sensibilità e la tecnica loro più congeniali. Nell'ordine "mensile", gli autori si riconoscono in: Antonio Stampete ("Supersano: immagini di un passato presente", 2002); Antonella Miggiano ("Menhir", 2002); Franco Contini ("Supersano dalla collina", 1979); Salvatore Tridici ("La fiera", 2002); Antonio Elia ("Supersano tra storia e metafisica ", 2002); Antonella Papadia ("Masseria Stanzie: sogno e colore", 2002). I contributi ricevuti, serviranno al restauro degli affreschi della Cripta della Coelimanna. Le opere sono rimaste esposte nell'aula consiliare del Comune dall'8 dicembre 2002, al 6 gennaio 2003.
- 6 /24 gennaio 2003 = Sembrerebbe una finalissima
di calcio a doppio turno, quella giocata da due squadrepolitiche. L'andata,
disputatasi il 6 gennaio, proposta dalla maggioranza al Consiglio di Amministrazione.
"1999-2002: tre anni insieme", così recita il manifesto edito
dal Comune, con cui il Sindaco invita la cittadinanza ad un incontro, per
relazionare sull'attività amministrativa svolta nei tre anni trascorsi
e sulla programmazione futura. Nell'incontro, tenutosi nei locali dell'Oratorio
Parrocchiale, si è discusso degli allacci alla fogna, del depuratore,
le opere pubbliche, la R.S.A., le politiche sociali, culturali ed educative.
Intensa la partecipazione della cittadinanza, che ha seguito con interesse
il dibattito, specialmente quello generatosi in modo alquanto acrimonioso,
tra "palco" e "platea". Ergo, le opinioni partitiche,
sono come le palle: ognuno ha le sue e le considera le migliori. Lo spettacolo,
per questo, è stato assicurato!
Controcampo, e gara di ritorno, con una serata altrettanto pungente, promossa
questa volta da AN, il 24 gennaio, ancora sul tema "R.S.A.". Luogo
d'incontro, sempre l'Oratorio Parrocchiale, affollatissimo, dove è
intervenuto il Dott. Nicola Rosato, Direttore Generale della ASL-LE/2, che
ha trattato sull'organizzazione e il funzionamento dell'ex preventorio. Presente
anche il Dott. Roberto Tundo, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione
Bilancio della RegionePuglia, che, tra l'altro, ha relazionato anch'egli sull'iter
per l'attivazione del depuratore, della rete fognante e dei relativi allacci.
Si è rinnovato il protagonismo tra "palco" e "platea",
però a ruoli invertiti. Ergo, le opinioni partitiche, come si diceva
sopra, sono come le palle: ognuno ha le sue e le considera le migliori. E
lo spettacolo, ancora
una volta, è stato garantito!
Non essendo evidentemente uscito dagli scontri un vincitore, si sono dovuti
disputare i..."tempi supplementari", giocati, questa volta, con
un campionario fatto a suon di manifesti murali (gli ultimi da noi registrati,
fino a che non si è andati in macchina, il 16, il 20 ed il 30 maggio).
Stante l'andamento degli scontri, presumibilmente si dovrà fare ricorso
ai "calci" di...rigore! Deo gratias!!!
La tattica-show del "Ta-Pum" (*), come si vede, funziona! Eccome
!
(*) = "Ta-Pum ": cos'è? Un lettore, sfogliando il penultimo
numero del giornale, ci chiedeva delucidazioni in merito. A beneficio di quanti
non ne conoscessero il significato, facendo noi tesoro di reminiscenze "militari",
diciamo che trattasi di voce onomatopeica, che riproduce il suono, immaginario,
naturalmente, riferito al colpo sparato da un'arma da fuoco (fucile, mortaio,
cannone e simili), visto nel lasso di tempo che va dal momento in cui il percussore
picchia sulla capsula detonante della cartuccia o del bossolo, a quello in
cui il proietto fuoriesce dal "vivo di volata" dell'arma (parte
anteriore della bocca da fuoco), accorgimento, questo, usato dalla scienza
balistica per determinare moto e velocità del proietto, misurata, quest'ultima,
in millesimi di secondo. Quindi,con riferimento al caso specifico, la relativa
repentinità di intervento, tra la "botta" prodotta e la "risposta"
ricevuta. Questo è il "Ta-Pum".
- 2 febbraio/27 aprile 2003 =
Ha inizio l'attività dell'Ass. ONLUS-SALUTE DONNA per il 2003. Ne da
notizia la Presidente Anna Negro, presentando il 1° Seminario dell'anno,
che il Dott. Bruno Corrado ha tenuto nei locali dell'ex-municipio, trattando
il tema "La tiroide". 9 marzo, nel pomeriggio, presso la sede dell'ex
municipio, l'Associazione ha convocato l'assemblea annuale, nel corso della
quale, i convenuti hanno festeggiato la pentolaccia. Intanto, per il 27 aprile,
è stato operato il nuovo controllo relativo al "pap-test",
presso il centro prelievi, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno, si è
avuto il II Seminario, con l'intervento della neo Dott.ssa Marinita Elia,
Psicologa Clinica, che ha relazionato sul tema: "La demenza di Alzheimer:
valutazione clinica e trattamento ".
- 6 febbraio 2003 = Assemblea Comunale Ordinaria dei soci dell'AVIS, presso l'Oratorio Parrocchiale. Sono stati discussi e approvati i seguenti argomenti: Nomina ed insediamento degli organi assembleari; Lettura relazione del Presidente; Lettura relazione dell'amministratore sui conti consuntivi e preventivi; Lettura relazione del Presidente dei Revisori dei conti; Discussione e approvazione delle relazioni; Elezione Delegato all'Assemblea Pro v.le; Premiazione dei Soci; Estrazione buoni da 100 litri, 70 e 30 di benzina tra i Soci donatori.
- 18 febbraio 2003 = Apprendiamo dalla stampa (La Gazzetta del Mezzogiorno): si sono avuti i festeggiamenti per il trentennale dalla fondazione del Movimento Cristiano dei Lavoratori in Puglia. Era il 1972, quando esponenti delle Acli, in disaccordo con le "crescenti simpatie" verso ideologie di sinistra, diedero vita al Mocli e successivamente all' Mcl. Detto anniversario è stato festeggiato a Bari, e, nel corso della manifestazione, sono stati premiati, con una targa, per la loro fedeltà al movimento, anche due dirigenti supersanesi, Gigi Corrado, già Presidente Provinciale di Lecce e Vito Musio, responsabile provinciale dell' Mcl.
- 22 febbraio 2003 =
E' stata inaugurata la sede di "Forza Italia", in via V. Emanuele,
91. Il manifesto che del
la cosa informava la cittadinanza, recilava così: "Una voce in
più nella vita politica del nostro paese per uno sviluppo sociale e
democratico ". Sono intervenuti: il Dr. R.affaele Baldassarre, Segr.
Prov.le di F.I. e Consigliere Regionale; il Sen. Rosario Costa, l'Ass. Reg.,
Dr. Rocco Palese, il Consigliere. Regionale Fabrizio Camilli ed il Consigliere
Regionale Aldo Aloisi.
- 23 febbraio 2003 =
Il Comitato Permanente per la Pace e contro la guerra, ha programmato "La
Giornata della Pace", con una manifestazione che ha avuto come punto
gravitazionale piazza IV Novembre, cui hanno aderito Enti, Gruppi, Partiti
politici, Sindacati, Scuole, Volontariati, Associazioni, Parrocchia e Amminstrazione
Comunale.
Nel primo pomeriggio, si sono avute testimonianze di pace, a cura dell'ACR,
quindi, nella chiesa matrice, è stata celebrata la S. Messa, prima
di dar corpo alla fiaccolata, che ha percorso alcune strade del paese, corredate
da cartelli e simboli inneggianti alla Pace. Al termine del corteo, dal palco
allestito in piazza, sono stati lanciati vari messaggi di Pace. Nella mattinata
erano stati allestiti banchetti per la vendita di bandiere iridate e per la
raccolta di firme da inoltrare al Presidente del Consiglio.
All'uopo, riesumiamo dal nostro "Almanacco annuale" ("La Storia
di Supersano"), circostanze analoghe, in cui sono state programmate manifestazioni
similari. Citiamo, ad esempio, quella del 15 gennaio 1991, preparata ancora
sul tema della Pace, contro ogni forma di guerra (la parentesi specifica si
riferiva alla Guerra del Golfo), ma soprattutto quella risalente alla mattinata
assolata del 10 ottobre 1982, promossa dal locale Circolo dell'MCL, sempre
per la Pace, ma, in quell'occasione, per la Libertà della Polonia,
che ebbe l'adesione di molti paesi della Provincia, presenti qui a Supersano,
con i labari dei loro Comuni. Annotammo al tempo una trabocchevole marea di
gente, mai vista prima, con la presenza del Vescovo, Mons. Mario Miglietta
e del Sen. Giorgio De Giuseppe, che aveva chiuso la particolare giornata (era
da poco passato mezzogiorno) con un discorso vibrante, tenuto nello spazio
antistante l'Ufficio dei V V UU. del tempo, preceduto da uno spettacolare
lancio di colombe e dalla distribuzione di tantissimi ramoscelli di ulivo
che ogni persona teneva stretti in mano.
Proprio tanta e tanta gente che Supersano, a memoria d'uomo, non aveva mai
visto, se non quando, forse, si era mossa per declamare, arrabbiata, nel pomeriggio
del 19 febbraio 1990, contro una serie di atti dinamitardi che avevano scosso
la nostra comunità e contro il dilagare della droga, o, più
ancora, nel marzo 1940, in occasione del rientro in paese, dell' Avv. Michele
Frascaro, l'amatissimo Podestà dei Supersanesi, (il Sindaco del tempo),
dopo una lunga degenza per un serio intervento chirurgico, eseguito presso
la Clinica De Santis di Lecce, dall'illustre Prof. Palma.
- 2/4 marzo 2003 =
Il Carnevale Supersanese celebra la sua XXIII Edizione, con il concorso delle
tre rituali performances (Carri allegorici, Gruppi mascherati Juniores e Seniores),
davvero molto belle nelle loro rispettive sezioni. Bisogna dire che da un
po' di anni non si gustava uno spettacolo così ben curato. Bravi!
Sostanziale crescita dei premi posti in palio (e ne valeva la pena!), che
passano dai 5.000 euro del 2002, ai 6.200 di quest'anno, rispettivamente così
divisi: 2.900, 850 e 2.450.
Organizzato ancora dal Comune di Supersano, in collaborazione con l'Ass. "Il
Gabbiano", 1"'Agesci", l'AVIS, l'AVER ed i Club sportivi della
Juventus e del Milan, lo spettacolo è stato intensamente vissuto dai
partecipanti e dai Supersanesi, confortato da un cielo "disponibile",
con temperatura finalmente mitigata, che ha agevolato non poco lo svolgersi
della manifestazione. La sfilata (tema dominante, quello della Pace, per la
critica situazione creatasi nell'area Mediorientale ed in Iraq) è partita,
ancora quest'anno, dal Largo delle Rimembranze, nel primo pomeriggio, per
esaurirsi in piazza Margottini, dove, la sera del 4, sono state proclamate
le graduatorie, dettate dall'insindacabile giudizio della Giuria, come dal
seguente quadro riassuntivo:
Carri allegorici: "Dal Tibet a Supersano tanta pace vi portiamo"
(Lucia Preite) = " The End... ?! - La tigre americana alla conquista
dell'Oriente" (Stefano Frascaro) = L"'ABC di Pinocchio" (Scuola
Materna "Arcobaleno" - Ruffano) = "Con l'amore di Olivia e
la forza di Braccio di Ferro, insieme per sconfiggere la guerra (Antonio Cossa)
= "Draculeuro (Michele Casto) = "Dalla terra con furore se ne va
il dittatore" (Bruno Corrado-Frascaro) = "L'euro ridimensiona le
tasche degli Italiani" ( Pasquale Marra - Gruppo Ciclisti-Supersano).
Gruppi mascherati Junior = "I tre mondi a Supersanopoli si incontrano
a socializzare" (Antonella Mastroleo e Docenti di II e IV Elementare
di Supersano) = "L'AVIS c'è" (Avis-Supersano). Gruppi mascherati
Senior = "Ars gratia artis" (Antonio Frascaro) = "Warner Bros"
(Telamaco Melcore) = "Nel grande gioco della vita ci siamo anche noi"
(Giovanni De RazzaNardò) = "Pace dal... De Pace" (Istituto
A. De Pace-Lecce) = "Pace e solidarietà" (Associazione "Handicap
e Solidarietà" - Lecce).
La presentazione e l'animazione del Carnevale in piazza Margottini, sono state
curate da Ivan Bonetti, mentre ha rallegrato la serata finale, direttamente
da Zelig, il fantasista Giovanni Cacioppo. La manifestazione è stata
ripresa da Teleonda e trasmessa in differita qualche giorno dopo.
Appendice del Carnevale, con II Veglioncino dei bambini, per la festa della
Pentolaccia, organizzata dal Gruppo di Volontariato Vincenziano, con una manifestazione
tenutasi nei locali dell'Oratorio Parrocchiale, corredata con la sfilata delle
mascherine sul palco del teatro e con tanta musica, dolci e coriandoli. Il
ricavato di questo speciale spettacolo è stato devoluto in favore della
popolazione del Maluki-Congo.
- 20 marzo 2003 = Ore 5,35 italiane: e la guerra in Iraq, purtroppo, è scoppiata...
- 4/5/6 aprile 2003 = Sempre e ancor più
presente l'opera fattiva dell'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie)
sul nostro territorio e in special maniera qui a Supersano e Ruffano, grazie
alla presenza di alcuni giovani, che, rinnovati nel loro impe
gno, hanno organizzato una "tre giorni" per la raccolta di fondi
da devolvere a favore della ricerca contro il terribile male. L'AIL, infatti,
finanzia ricerche sulle leucemie, i linfomi, il mieloma e altre malattie del
sangue. Circa 250 sono stati i pezzi consegnati (uova pasquali) nei due punti-vendita,
per la solerzia di questi ragazzi, che volontariamente hanno aderito a questa
iniziativa promossa su scalà nazionale, tramite la responsabile -Monica
Cossa, che si è avvalsa della preziosa collaborazione di Elisabetta
Cossa, Sandra Visconti, Daniela Andrani, Nicoletta De Vitis, Franco Greco
e Telemaco Melcore.
- 9 aprile 2003 =
Organizzata dall'Istituto Comprensivo Statale di Supersano, una Mostra di
pittura, presentata dagli alunni delle classi quinte della nostra scuola elementare.
Un nutrito programma, svoltosi nel pomeriggio nei locali della scuola in via
T. Minniti. Al saluto della Dirigente Dott.ssa Annunziata Pantaleo, ha fatto
seguito la esposizione dettagliata del progetto, da parte dell'Iris. Vincenzina
Corrado, cui è seguita la recitazione dell'alunna Ilaria Rizzello,
di una poesia in vernacolo, quindi, un particolare saluto rivolto agli intervenuti,
da parte del pittore supersanese, Ezio Sanapo, e la presentazione dei temi
della sua pittura, fatta dal Dott. Antonio Errico, Dirigente dell'I.C. di
Aradeo. Presente anche una rappresentanza del Comune, capeggiata dal Sindaco,
oltre ad una consistente partecipazione di genitori. La manifestazione si
è conclusa con al
cuni canti eseguiti dagli alunni. La mostra è rimasta aperta fino al
13 di aprile, riscuotendo un successo, da ascrivere senz'altro agli insegnanti
e agli alunni coinvolti nel progetto. Le notizie in dettaglio di questo interessante
progetto, possono ricavarsi scorrendo le pagine del bel periodico, edito dalI'I.C.S.
di Supersano (pag.10), distribuito alla fine di maggio e giunto felicemente
al suo terzo anno.
- 10 aprile 2003 =
L'attività agonistica del "Judo Club Shintai" del M` Rocco
Frascaro non subisce soste. Gli è che, se dovessimo seguire le tappe
del sodalizio in ogni suo divenire, dovremmo assegnargli le 24 pagine del
giornale, e, forse neanche basterebbero! La qual cosa ci obbliga ad interventi
scaglionati e spesso riassuntivi del resto, chi non conosce valore e meriti
del Judo supersanese?
Oggi, ad esempio, è stata la classica, "volta'" riservata
ad un intervento "ad hoc", ricorrendo una giornata particolare,
per la cerimonia provinciale di consegna di Stelle al Merito Sportivo Medaglie
al Valore Atletico e Benemerenze ad Associazioni Sportive della Provincia.
La manifestazione si è svolta nella sala del cinema "Elios"
di Calimera, organizzata dal Coni di Lecce rappresentato dal suo Presidente,
i Prof. Ferdinando Locato, con l'intervento speciale del campione mondiali
agli anelli, Juri Chechi, quale ospiti d'onore. Il Comitato per le "Benemerenze
Provinciali-2002", ha premiato con targhe di bronzo al merito 31 Associazioni
Sportive della Provincia, tra cui il "Judo Club Shintai" di Supersano,
3° classificato ex-aequo. L'ambito riconoscimento è stato ritirato
dal responsabile del Club, il M° Rocco Frascaro. All'avvenimento, sono
intervenuti anche alcuni Sindaci dei Comun dei Club segnalati. Ed il nostro,
l'Avv. Giuseppe Stefanelli, non è mancato a richiamo di sì gratificante
incontro dove sono stati ulteriormente sottolineati e riconosciuti i percorsi
eccellenti della scuola di Rocco Frascaro che si avvia a celebrare, accompagnati
dalle nostre felicitazioni, il suo sesto lustro di attività agonistica.
Il Club, di fatti, era nato a Casarano nel 1975 ed aveva avuto il trasferimento
a Supersano, l'anno dopo, con l'impianto dell palestra in via Scorrano.
Ma torniamo all'attività agonistica del Club, prima ancora di chiuder
questo servizio, obbligandoci a dar notizia che a San Vito dei Normanni, i
15 marzo si sono svolti i Campionai Regionali Cadetti Junior -1 ° anno-
per i nati nell'88, 87 e 86, che hanno coronato Giuseppe Frascaro (figlio
del maestro) quale campione regionale, nella cat. 60 kg., Andrea Nuzzo, medaglia
di bronzo, cat. 55 kg. e Daniele Santo, inseritosi al 5° posto, anch'egli
nella cat. 55 kg. A proseguimento di questa fase, il 1° maggio, sempre
a S. Vito, è stata disputata la qualificazione al Campionato Regionale
Cadetti, anni 1988 e 1987, dove ancora il baldo atleta Giuseppe Frascaro,
primo classificato, si è qualificato per la finale nazionale, svoltasi
a Roma il 10 e l'11 maggio. Ma non finisce qui! Arrivederci alla prossima
... puntata! Nunc est bibendum! ! !
- 4 maggio 2003 = Si sono conclusi i campionati di calcio, che hanno interessato le nostre squadre, impegnate in diverse sezioni. In 1°Categoria, La "Nuova Gioventù Supersano" può senz'altro ritenersi soddisfatta, per aver concluso la stagione senza mai perdere un incontro in casa, aggiudicandosi il 5° posto in classifica generale, con 47 punti. Meno bene è andata per 1"'A. Supersanese", militante in III Categoria, classificatasi al 9° posto con 23 punti. Per quanto concerne le due formazioni nel campionato "Amatori", queste le risultanze di fine torneo: La "Bonsai", si è piazzata al 2° posto, con 50 punti, mentre la "Sacco Magico", con 32 punti, ha conquistato il 6° gradino nella classifica generale.
- 9/12 maggio 2003 = Il Sindaco, con pubblico
manifesto, comunica che per il completamento della rete di fognatura nera
in tutto il centro abitato, il Comune di Supersano è stato ammesso
a finanziamento, per un importo pari a 225.900 euro, con decreto del Commissario
per l'Emergenza Ambientale, On. Raffaele Fitto.
Con altro manifesto, l'Ufficio Tecnico del Comune rende noto che verrà
realizzata una piazzetta, sita tra via V. Emanuele, Via Duca d'Aosta e Via
Diaz, adiacente il mercato coperto, lato sud, per un importo pari a circa
99.000 curo.
- 10/11 maggio 2003 = Festeggiamenti in onore del Patrono, San Michele Arcangelo, spostati di qualche giorno per farli coincidere con la festività domenicale. Luminarie, fuochi pirotecnici e concerti banistici, come da tradizione, oltre ai riti strettamente religiosi.. I complessi musicali intervenuti sono stati: per la vigilia, Città di Sogliano (Dir. G: Grecucci), mentre per il giorno della festa, hanno agito Città di Squinzano (Dir. Jorge Egea) e Città di Fisciano (Dir A.Bona).
- 26 maggio 2003 =11 Laboratorio di Teatro
Moderno del Liceo "Stampacchia" di Tricase ha presentato il "Decameron"
di Boccaccio, "un classico, come dice Calvino, che non ha mai finito
di dire quel che ha da dire". Per la
regia di Fabrizio Pugliese (dei cantieri Koreja), la rappresentazione si è
avvalsa del coordinamento del Laboratorio della Prof.ssa Maria Bondanese.
Lo spettacolo, tenutosi nei locali del cinema-teatro Moderno di Tricase,-ha
ottenuto un successo straripante.
- 1/8 giugno 2003 = Manifestazioni per commemorare
il XX Anniversario della fondazione AVIS a Supersano. 1 giugno: tutto un pomeriggio
per il raduno di delegazioni e donatori, cui hanno fatto seguito un corteo
e la cerimonia per la intitolazione di una via al fondatore Settimio Modugno.
La S. Messa ha concluso la giornata, prima di una programmata cena sociale.
3-4 giugno: animazione organizzata dagli alunni della locale scuola media.
7 giugno: Convegno medico, presentato da Antonio Merico, con le relazioni
del Dott. Giuseppe Ruberti e dell'Avv. Alessandro Nocco.
Hanno presenziato: l'Avv. Luigi Bruno, il Dott. Bruno Corrado, la sig.ra Marcella
De Maria, il Sindaco di Supersano, Avv. Giuseppe Stefanelli e Don Giuseppe
India o, Parroco di Supersano. 8 giugno: serata musicale presso il teatro
dell'Oratorio, con l'intervento del Coro Polifonico Supersanese, diretto da
Cinzia Corrado.
- 3/4/5 giugno 2003 = Il Liceo Scientifico di Casarano e gli Istituti Comprensivi di Cararano (I1 polo), Supersano e Alliste hanno organizzato un Progetto Speciale Musica, svoltosi in tre diverse giornate, nei rispettivi centri, secondo un calendario opportunamente predisposto. A Supersano, la manifestazione si è avuta nella serata del 3 giugno, in piazza IV Novembre, con l'intervento delle autortà scolastiche e amministrative, rispettivamente rappresentate dalla Dirigente Prof:ssa Annunziata Pantaleo e dal Sindaco, Avv. Giuseppe Stefanelli. Ha dato il suo valido apporto Cinzia Corrado, responsabile dell'attività corale, che si è avvalsa del contributo del fratello Ermanno che ha curato gli arrangiamenti dei brani eseguiti, diretti dal Prof: Francesco Alfarano. Ha presentato la Prof.ssa Rossana Cartarì. Per la circostanza, si è insediato il nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi, eletto il 28-30 aprile scorso, capeggiato dalla neo-sindaca, l'alunna Giovanna Frascaro. Enorme il successo riscosso.
"Gorizia Felix nel 1800" edito
dalla Pro-Loco della città friulana
Un nuovo impegno letterario di Maria Rosaria De Vitis

Ci riempie di sano e giustificato orgoglio tornare a parlare
dell'attività letteraria della Prof.ssa Maria Rosaria De Vitis, nostra
compaesana, primogenita del Dott. Rocco De Vitis, sposata a Gorizia, dove
vive con la famiglia. E' uscito un suo nuovo libro (e sono già quattro,
ma un altro è già in cantiere), pubblicato dalla Pro-Loco di
quella città, intitolato "Gorizia Felix nel 1800".
Il suo impegno letterario inizia quando è ancora studentessa all'Università
Cattolica di Milano, dove si è laureata in Lettere. Esordisce, però,
con la pubblicazione della sua prima opera nel 1984, intitolata "Favole",
delle Edizioni Rebellato di Venezia, seguito poi da un secondo volume ("Le
ali dell'esoceto", 1996), ancora di favole, per i tipi delle edizioni
Zane. A cavallo di queste sue fatiche, nel 1987, la Pro-Loco Gorizia, in occasione
del suo 25° della sua fondazione, stampa "Conosciamo Gorizia".
Ora, il suo ultimo libro, in collaborazione con Luciano Spangher, che ha curato
la traduzione dei testi dal friulano. Alla ste
sura di questa interessante rivisitazione della Gorizia ottocentesca, ha collaborato
anche il figlio Carlo Piemonti, che ne ha curato la grafica e il fotoritocco.
Il volume, di 254 pagine, corredato da 113 tra foto e grafici, è introdotto
da Sergio Piemonti, marito della Dott.ssa De Vitis e Presidente della Pro-Loco,
con la presentazione di Vittorio Brancati, Sindaco di quella città.
Proponiamo qui il testo integrale dell'introduzione dell'opera:
'In seguito al successo del libro "Conosciamo Gorizia" (già
tre edizioni totalmente esaurite) la Pro Loco di Gorizia aveva in animo la
pubblicazione di una nuova opera, riguardante questa volta la società
civile e le sue antiche tradizioni.
L'occasione si è presentata, non solo in relazione alle celebrazioni
per il millenario della città, ma soprattutto per la ricorrenza del
40° anniversario di fondazione della Pro Loco, costituita il 19 luglio
1962. E' nato così questo nuovo libro nel rispetto di quello che è
stato lo spirito dei fondatori dell'Associu pione e cioè valori, giare,
con
servare e tramandare la cultura popolare, perché continui ad essere
patrimonio comune, anche in prospettiva futura.
E' risaputo come sia stato l'Ottocento il secolo in cui si è preso
coscienza di quanto importante sia per un popolo la meditata consapevolezza
delle proprie radici etniche e culturali, non concepite come chiusura, ma
come confronto sereno e gioioso con altre diverse realtà. Ed è
quanto la Pro Loco di Gorizia va facendo da quarant'anni, attraverso il Festival
del Folklore, che nel tempo ha sempre più ampliato la sua dimensione,
acquisendo grande prestigio internazionale ed accogliendo gruppi provenienti
dai cinque continenti, all'insegna del motto voluto dall'UNESCO "Costruiamo
ponti fra gli uomini e fra i popoli ".
Il titolo del nuovo libro "Gorizia Felix nel 1800" è quanto
mai significativo, in quanto riecheggia quel periodo in cui la città,
inserita nel grande alveo dell'Impero asburgico, viveva una stagione felice
ed ottimistica, prima che le due guerre mondiali ne fiaccassero lo spirito
e ne limitassero il territorio.
L'opera si dipana dunque attraverso tutto l'Ottocento fino ai primi del Novecento,
quando il clima cittadino e le usanze erano rimaste ancora inalterate. L'indagine
storica ha attinto ai testi dei più significativi scrittori del tempo,
nella scelta dei tasselli più idonei a delineare l'aspetto della città.
E' emerso un volto contraddistinto da grande
vitalismo, da spontaneità nei rapporti, da un turismo raffinato che
portava benessere ad una città in cui si era sempre più accentuato
il carattere multinazionale, essendo diventata una rinomata stazione di soggiorno
invernale ed un vivacissimo centro culturale
La società goriziana ottocentesca non era solo questo, ma era attraversata
anche da profonda religiosità, che si traduceva in manifestazioni e
festività, dove il sacro ed il profano trovavano la loro giusta collocazione,
mediante uno spontaneo interscambio.
L'Ottocento fù ancora il periodo delle aspirazioni irredentiste che,
specie nella seconda metà del secolo, attraversarono anche Gorizia,
sostenute con passione dalla parte più sensibile ed avanzata degli
intellettuali del tempo.
Il libro "Gorizia Felix nel 1800-le Istituzioni, i Borghi, le Tradizioni",
non vuole però essere un nostalgico tuffo nel passato, bensì
un auspicio che la Città ritrovi quello slancio, quell'ottimismo nel.
futuro, che la dovrà vedere importante punto di riferimento nella nuova
Europa".![]()
Sergio Piemonti (Presidente Pro Loco - Gorizia)
‚‚‚
Un vagito ... color rosa e la perdita di una giovane vita
Gioia e dolore per l'esordio del 2003 supersanese
Una creatura che viene al mondo quasi "col botto"
di fine anno, a 35 minuti dall'avvento del 2003, conquistando il primato nel
Salento, mentre a 13 giorni di distanza, una giovane esistenza, a soli 21
anni, si spegne tragicamente. Inesorabile evoluzione dei casi della vita e
ineluttabilità degli eventi, che fatalmente investono l'uomo!
Due momenti: quello della piccola Jennifer Macagnino, che col suo primo vagito
richiama l'attenzione di giornalisti e TV, pronti a riprendere il nuovo germoglio
alla vita, e l'altro, tragico, purtroppo, del giovane Denis Giannuzzi che
conclude fatalmente la sua esistenza. Vediamoli:
-Ospedale "Cardinale Panico" a Tricase.
Viene alla luce una stupenda bambina di tre chili e 250 grammi, figlia di
Gianni Macagnino e Angela Vergari. Cronisti della carta stampata e telecamere
non si fanno attendere tanto, poiché l'evento è da "primato":
è da poco passata la mezzanotte ed i botti che festeggiano il nuovo
anno, rintronano ancora piazze e strade. Sono le 0,35, del 1 ° gennaio
2003, quando il vagito della più lesta a nascere si fa sentire nel
reparto specialistico dell'ospedale. Le viene imposto il nome esotico di Jennifer,
ed il perché di tale scelta viene "risolto" dalla signora
Angela, la quale dice di averlo scelto già da tempo, ed esattamente
dal giorno in cui nel negozio in cui lavora come commessa (panificio di Franco
Antonazzo, in via C. Battisti), si era presentata una bella ragazza brasiliana.
La signora Angela le aveva chiesto come si chiamasse e quel nome le era rimasto
fortemente impresso, tanto da darlo alla sua creatura.
Nel reparto dell'ospedale, si capi
sce, c'è aria di grande gioia. La puerpera distribuisce sorrisi, gradendo
la presenza di tante persone, tra parenti, amici e giornalisti. Non è
da meno il marito, Gianni Macagnino, di 29 anni (Angela ne ha 25), titolare
di un'impresa edile di Supersano, che sembra non star nei panni "insoliti"
di neopapà. E mentre fuori si placano lentamente i "furori"
della notte di San Silvestro, anche nella camera della signora Vergari, piano
piano, fa capolino la stanchezza del dopoparto e la voglia di assopirsi in
un riposo dorato. Buona notte, Angela!
-Provinciale Supersano-Nociglia. Ben altra sfaccettatura,
quella che ha angosciato e sgomentato la nostra comunità, alla notizia
sconvolgente dell'incidente verificatosi nella tarda serata del 13 gennaio
2003, che ha coinvolto mortalmente la giovane esistenza di Denis Giannuzzi,
di 21 anni. Si apprestava a riprendere il lavoro, quale fornaio presso I'"Antico
Forno" Stefanizzi, sito nella zona industriale di Nociglia. Ma la sua
corsa si è tragicamente bloccata a metà strada, sulla provinciale
Supersano-Nociglia. Non ci sono parole per commentare sì terrificante
evento, che lascia attoniti e sconvolti: non si può morire a 21 anni!
L'intero paese è stato presente nella più commossa partecipazione,
per esternare il suo profondo e sentito cordoglio ai familiari del povero
Denis, così spietatamente percossi da un fato tanto amaro e crudele.
Nostalgia mista a sgomento nell'alveo dei nostri ricordi
Dopo il disastro della navicella Shuttle "Columbia" dello
scorso febbraio
Un tremendo tuffo al cuore ed uno sgomento incontenibile,
quello vissuto lo scorso febbraio, mentre assisto in TV, come tanti, al rientro
a terra dello Shuttle "Columbia", dopo aver compiuto la sua missione
nello spazio: a contatto con gli strati alti dell'atmosfera, la navetta spaziale
si disintegra. Spettacolo sconvolgente, vissuto come in un film di fantascienza.
E qui sono tornati, irrefrenabili, tanti ricordi. Nel lontano 1984, mi venne
concessa la fortunata opportunità, come militare della nostra Marina,
di poter visitare, a San Francisco, in California, i segretissimi hangars
della NASA, dove sostava un esemplare della navetta "Columbia".
Era, quello, l'anno delle Olimpiadi che si tenevano a Los Angeles, ed il Comando
della Marina Militare Italiana, aveva programmato, d'intesa con gli organi
competenti USA, una crociera, che prevedeva la sosta in alcuni punti importanti
dell'Atlantico e del Pacifico, prima di fermarci in California, a rappresentare
l'Italia all'avvenimento sportivo, con la presenza della nostra Marina a Los
Angeles. Dopo aver toccato acuni porti nell'Atlantico, quali Santa Cruz de
Tenerife, nelle Canarie, l'isola di Bermuda, Puerto Rico, quindi New Orleans,
Acapulco, e da qui, attraverso Balboa in Panama, nel Pacifico, in California,
con soste a San Diego e Los Angeles, eccoci a San Francisco. Meraviglioso!
Salpati con l'incrociatore "Caio Duilio" da Livorno, appunto per
la California, e, visti i saldi rapporti tra la nostra Marina e quella degli
USA, era stato concesso al nostro Gruppo Sottufficiali, il privilegio di poter
visitare gli hangars della NASA: un mondo assolutamente nuovo, là dove
scienza e tecnologia sembrava avessero conseguito il massimo delle conquiste,
offrendo alla nostra fantasia, di poter solcare l'immensità dello spazio,
per posarci sulla ... luna. Magnifico!
Ma la visione di quanto accaduto nello scorso febbraio, aveva frenato alquanto
il viaggio della mia fantasia. Lo sgomento alla vista di quella lunga scia
di fuoco, che solcava i cieli degli Usa, per esaurirsi come una candela che
si spegneva ormai consunta, mi aveva fatto riflettere profondamente ... Spero
che simili tragedie non debbano mai più accadere!
Però, il ricordo di quei giorni in California, rimarrà sempre
in me come un bellissimo punto fermo della mia vita.
Giovanni Villani
Benvenuto nel sito ufficiale del Comune di Supersano.
Così si presenta al visitatore il sito del Comune di Supersano. La
tecnologia (soprattutto l'informatica) è ormai entrata con forza (in
alcuni casi mal sopportata) anche nelle Pubbliche Amministrazioni, e, soprattutto,
negli Enti Locali.
La possibilità di introdurre gli strumenti informatici nel nostro Comune
ci è stata offerta dall'attivazione dello Sportello Unico per le Attività
Produttive. Tale strumento, realizzato con altri dodici Comuni, consente di
semplificare le procedure amministrative necessarie per l'attivazione di un'attività
produttiva e si accentra sul portale visitabile all'indirizzo www.areasistema.it,
mediante il quale si può da casa conoscere lo stato della pratica.
Abbiamo voluto, però, integrare tale sito con uno personalizzato e
adattato al nostro Comune: www.comune. supersano.le.it.
In questo sito è possibile trovare ogni informazione sull'organizzazione
del Comune, sui servizi offerti e sulle persone cui rivolgersi per avere notizie
dell'attività amministrativa. Il tutto è corredato da apposita
modulistica che l'utente potrà scaricare e utilizzare da casa propria,
evitando perdite di tempo presso gli Uffici. Per esempio, ogni cittadino,
accedendo alla sezione SERVIZI può verificare i requisiti necessari
per l'ottenimento dell'assegno per il nucleo familiare, contemporaneamente,
può scaricare i moduli e presentarli successivamente al Comune.
Si sta pensando anche alla presentazione delle domande per via telematica.
Per tale servizio si è predisposto un progetto da finanziare con i
c.d. e-governament e con la misura 6.2 del Por Puglia. Riteniamo di poter
vantare un servizio che va al di là delle competenze del Comune: tale
servizio consiste nella creazione di uno sportello informatico per i diversamente
abili e per gli invalidi civili. In tale sezione, raggiungibile direttamente
dalla home page, gli interessati potranno conoscere i propri diritti e utilizare
la modulistica necessaria per comprare un'auto, per avere delle protesi ed
altro...
La sezione dei SERVIZI è stata arricchita da tutte le notizie necessarie
per acquistare un suolo presso la zona 167, per conoscere i costi degli allacci
alla fognatura nera (anche per quelli realizzati dal Comune), per conoscere
il costo per l'allaccio al metano. Particolare interesse merita l'ulteriore
possibilità di redigere da casa propria l'autocertificazione (nascita,
residenza, stato di famiglia, cittadinanza, stato civile...). Tale sportello
è diretto a una maggiore sensibilizzazione all'uso dell'autocertificazione,
che ormai da diversi anni sostituisce i classici certificati, che non possono,
per legge, essere più rilasciati.
Accanto a questo abbiamo ricostruito una descrizione del nostro territorio,
partendo dai beni culturali (Cripta, Santuario della B.V. di Coelimanna, Castello,
Chiesa Madre) e inserendo notizie utili anche per chi non conosce il nostro
paese, facendogli percorrere un itinerario che entusiasma e incuriosisce.
Si potranno, così, conoscere le varie masserie, costruzioni caratterizzanti
il nostro territorio, il Bosco Belvedere (il cui testo è tradotto in
altre lingue), le sagre e feste patronali, le attività agrituristiche,
gli esercizi pubblici e il Bed & Breakfast presente anche nel nostro territorio.
Tale ultima iniziativa economica, consistente nell'ospitare turisti in alloggi
per brevi periodi, va incentivata, perché può costituire una
buona occasione di lavoro per i giovani e, contemporaneamente, consente di
recuperare molte abitazioni (soprattutto nel centro storico) da adibire a
tale redditizia attività economica. Non si è voluto trascurare
niente, fino a inserire tutte le associazioni che operano sul territorio,
comprese le squadre
di calcio e le palestre. Ogni elemento utile per conoscere la nostra cittadina,
è stato inserito nel sito, che serve non solo a chi non conosce il
nostro territorio, ma anche per chi pensa di conoscerlo. Non manca la ricca
attività amministrativa e la programmazione leggibile attraverso gli
atti amministrativi (delibere del Consiglio Comunale e della Giunta, facilmente
leggibili e scaricabili) e la puntuale e analitica descrizione fatta ai cittadini
negli incontri pubblici avuti in questi anni.
Abbiamo voluto dare rilievo alle esperienze avute con l'Istituto Comprensivo,
inserendo la recente esperienza delle elezioni del Consiglio Comunale dei
Ragazzi, con liste, candidati, votazioni e risultati. E' un sito arricchito
da numerose foto, che riteniamo sia completo, ma che potrà essere integrato
da consigli e suggerimenti che potranno essere rivolti attraverso la email:
sindaco.supersano@libero.it a mezzo della quale ognuno può
aprire un confronto diretto col Sindaco, ricevendone risposta.
Tutto questo servizio rientra in un'ottica evolutiva del nostro Comune, che
non può sottrarsi alle nuove tecnologie e agli strumenti che consentono
al Cittadino di "entrare" nel Comune da casa propria. In questo
modo chiunque può verificare l'attività amministrativa, valutarla
e criticarla. E' uno strumento che può avvicinare il cittadino al proprio
Comune, in una logica di trasparenza amministrativa, che ci ha caratterizzato
in questi anni.
Avv. Giuseppe Stefanelli (Sindaco di Supersano)
Viaggio nell'imprenditoria supersanese - 11
Olio & Vino: tradizione e innovazione nell'azienda Agrosì

Arde nella lucerna la fiamma tremula, scorre dorato il condimento
sulla frisa gustosa, superbo si staglia l'atleta dalla pelle d'olio levigata.
Da sempre, nella loro vita quotidiana, i popoli del Mediterraneo hanno fatto
gli usi più vari dell'olio, l'umile e preziosa sostanza che discende
dal "primo fra tutti gli alberi" (Columella, De Rustica), l'ulivo.
Vero emblema del Salento, con l'argento delle foglie ne punteggia a distesa
le campagne.
"Dieci anni fa, la crisi del settore vitivinicolo, dovuta principalmente
a determinate politiche comunitarie, mi ha indotto ad ampliare gli impianti
di uliveto. La raccolta delle olive viene effettuata non solo sui terreni
di proprietà, ma anche su quelli di aziende in affitto ".
Così dicendo, Peppino mi fa visitare i locali del frantoio AGROSI',
realizzato con grande impegno e tenacia personali, su un vecchio trappeto
di famiglia.
"Ho dovuto iniziare il rustico con fondi propri, ricorrendo al credito
bancario e sostenendo da solo il peso dell'intrapresa, finché non è
arrivata la prima tranche del finanziamento che, circa tre anni fa, avevo
richiesto alla Provincia di Lecce, presentando un articolato progetto nell'ambito
dei Patti Territoriali per l'Agricoltura. La Provincia, infatti, sovvenziona
fino al 60% queste iniziative, mentre la quota restante più l'Iva è
a carico dell' azienda imprenditrice ".
Lavora sodo, Giuseppe. Appena diplomato come Tecncico Agrario, ha iniziato
l'Università, continuando però a collaborare con studi tecnici
per consulenze ad aziende agricole e, soprattutto, a produrre l'ottimo "Primo
Fiore", il vino di lacrima ottenuto con varietà locali, negroamaro
e malvasia, che gli hanno fatto vincere numerosi premi, in "pole position",
a livello locale e che, da quest'anno, viene da lui imbottigliato accompagnando
la produzione olivicola. Ha maturato quindi competenze e professionalità
nel campo dei progetti incentivati dall'Unione Europea per il "Miglioramento
della qualità dell'olio d'oliva", divenendo esperto delle patologie
delle piante d'ulivo e fornendo assistenza tecnica ad altre aziende agricole
della provincia.
"L'azienda Agrosì -continua Peppino- dedica attenta cura e perfezionamento
agli uliveti e si distingue per senso della tradizione, rispetto all'ambiente
(aderisce ai programmi agroambientali Reg. CEE 2078/92) e capacità
innovativa.
Per un prodotto di qualità, sono tanti gli accorgimenti da adottare
in fase di raccolta e di molitura. Le olive vengono raccolte dalla pianta
con l'ausilio di scuotitore, quando non sono ancora mature: ciò consente
di ottenere un prodotto di eccellente gusto fruttato, di bassa acidità
e ricco di perossidi e polifenoli (sostanze anti ossidanti con proprietà
terapeutiche e nutrizionali). Entro poche ore dalla raccolta, viene estratto
l'olio con metodo a ciclo continuo a freddo (a 2 fasi, senza aggiunta d'acqua
calda). I residui della lavorazione consistono in sansa mista all'acqua di
vegetazione (sansa umida), da qui il nome `2 fasi'; tali residui vengono riciclati
con spargimento sul terreno, apportando sostanza organica, restituendo così
al terreno ciò che si è tolto. Solo questo procedimento permette
all'olio di conservare inalterate le caratteristiche di profumo e sapore del
frutto fino al consumo finale ".
Quindi Giuseppe mi indica il vano ,)tterraneo dove si procede allo stoccaggio
dell'olio, a temperature ottimali di conservazione, 18°-20°. Il biondo
liquido è depositato in silos d'acciaio inox provvisti di valvola per
l'immissione di azoto, onde evitare il contatto con l'aria e, quindi, l'eventuale
ossidazione. L'emulsione, è, invece, inibita dall'uso di una pompa
per travasi a basso numero di giri. Tutte le caratteristiche organolettiche
sono infine salvaguardate, in fase di imbottigliamento, grazie ad una sgrossatura
ed all'utilizzo di una imbottigliatrice a depressione.
"L'olio -mi assicura Peppino- non subisce manipolazioni e filtrazioni;
viene lasciato decantare e sottoposto a periodici travasi. L'olio Agrosì
ottenuto da varietà autoctone, 'Cellina di Nardò' e 'Ogliarola',
segue il disciplinare di produzione 'Dop Terra d'Otranto'. Solo aziende di
piccole dimensioni possono garantire la qualità, dalla coltivazione
fino alla tavola del consumatore. L'azienda si prepara ad avere la certificazione
Iso 9000, la quale assicura al consumatore la garcnzia del prodotto e la rintracciabilità
dello stesso, avendo la possibilità di seguirne il percorso in tutte
le sue fasi: dalla produzione, alla trasformazione, al confezionamento".
Gli standard di qualità fissati dal nuovo Regolamento Comunitario n.
1019 del 13.6.2002 (con termini di scadenza prorogati al nov.2003) sono molto
rigidi: la qualifica di extravergine sarà attribuita solo all'olio
che avrà superato un severo panel test e sarà munito di "Foglio
di Profilo", compilato da assaggiatori esperti iscritti all'apposito
Albo.
A tale Albo è iscritto anche Peppino, che frequenta periodicamente
i corsi di perfezionamento gestiti dall'AMEDOO, l'Associazione Meridionale
Estimatori e Degustatori Oli di Oliva, con sede a Bari. Giuseppe inoltre partecipa
all'annuale "Rassegna Nazionale degli Oli Extravergine di Oliva"
di Grosseto, organizzata da Legambiente, ed è sempre molto attento
anche alle varie iniziative che, a livello locale, valorizzano il prodotto
di qualità e diffondono la `filosofia' dello slow.food, il `mangiar
lento' e sano della tradizione mediterranea, con manifestazioni gastronomiche
come quella di Galatina, "Buonissima" del 12-15 giugno o quella
del mese di agosto a Maglie.
"Sosta a Sud Est" (www.sostasudest.it) è l'associazione di
operatori, con sede a Muro, che propone il "Bed & Breakfast"
(Pernottamento e Colazione) nel nostro territorio. Peppino, che ne fa parte,
ha destinato un appartamento (cucina, letto e servizi) a disposizione di clienti
e turisti che, in qualsiasi periodo dell'anno, vogliano vivere e gustare i
profumi e i sapori del Salento. Di recente ha preparato un Itinerario Tematico
(vedere in basso) molto interessante, in collaborazione con il "Centro
per la Promozione del Turismo Culturale" della Provincia di Lecce. Itinerario
in cui, pubblicizzando la sua Azienda, guida il turista, desideroso di esplorare
l'entroterra salentino, a conoscere la realtà di Supersano nei suoi
aspetti di storia, cultura e artigianato, con un ritorno economico e d'immagine
certamente positivo per il nostro paese.
A chi visita oggi un frantoio si mostra uno spettacolo differente da quello
che G. Palumbo descriveva agli inizi del `900: "Vegna! Gridano in coro
i trappetai, che quasi nudi sospingono un grosso palo per mettere in pressio
ne i torchi... Vi è un capo, 'nachiru', che distribuisce il lavoro,
dirige e sorveglia il buon andamento di ogni cosa. I trappetai sono per consuetudine,
anzi per tradizione, ospitali e cortesi, e cento volte li vedresti offrirvi
la tradizionale `chiscia'se cento volte li ,717(-1,7te a trovare. La 'chiscia'
è un Cric .zo pane di orzo ben arrostito e poi condito con origano,
sale ed olio nuovo. Olio nuovo specialmente, ed in maniera abbondante "(da
"Illustrazione del popolo"n. 6, I1 febbraio 1923).
Diverso certo lo spettacolo, ma uguale e generosa l'ospitalità.
Una tradizione che Peppino intende rinnovare nelle forme proprie a questa
epoca di 'globalizzazione', nel segno però della nostra civiltà
e cultura meridiane.
(Continua)
Maria A. Bondanese
Progetto: "Salento Cultura e Sapori"
In un mercato in continua espansione, di turisti proiettati
alla conoscenza della cultura e dell'ambiente dei luoghi di vacanza, l'azienda
Agricola "Agrosì" porge il suo invito per essere visitata,
gustata e scoperta da quanti, alla ricerca di enogastronomia e cultura. storia
e natura entrano in contatto col Salento.
Per migliorare la conoscenza della "Terra del Salento", l'azienda
Agrosì propone l'itinerario tematico: "Salento Cultura e Sapori".
PROGRAMMA
Cultura: ore 9,00, arrivo nel centro storico, benvenuto
e visita guidata alla chiesa madre: 9,30, visita guidata al mastio (torre
difensiva) e all'interno del castello, attuale sede municipale, in cui sarà
allestito un mercatino per l'acquisto di prodotti tipici agro-alimentari e
prodotti artigianali locali (terracotta, pietra leccese, merletti, sandali
in cuoio artigianali, ecc.); ore 10,00 visita in un frantoio ipogeo.
Sapori: ore 10,30, visita guidata al frantoio oleario
"Agrosì", sistemi di raccolta delle olive, periodi di raccolta.
come si produce un buon olio e come si conserva, sistemi di filtraggio ed
imbottigliamento per non alterarne le caratteristiche organolettiche, degustazione
per valutare ed evidenziare le caratteristiche dell'olio d'oliva, degustazione
guidata dei vini delle aziende vitivinicole "Càntele", "Cartel
di Salve", "Palamà" e "Taurino".
L'intrattenimento sarà allietato da un gruppo musicale al ritmo di
"pìzzica".
Il responsabile di produzione: Giuseppe Agrosì.
Domicilio Fiscale in Supersano, via Cavour, 15 Stab. Oleario in via V.Ernanuele,103.
Tel. / Fax: (0833) 631461 Cell. 348/9285238.
1983-2003: per il XX Anniversario di Fondazione
Auguri, AVIS SUPERSANO!!!
La Sez. AVIS a Supersano è stata costituita il 21.5.'83,
voluta da un gruppo di donatori che, con costanza e abnegazione, dopo molte
ed inevitabili difficoltà iniziali, grazie anche e soprattutto ai donatori
ed ai cittadini, che con la loro sensibilità ed il loro contributo,
sono stati da sprone a proseguire sulla strada intrapresa, sono riusciti a
far decollare la sezione. Ed oggi con orgoglio si può ben dire che
essa sta conseguendo ottimi risultati. Tappe significative che ne hanno scandito
il successo e riempito di giustificato orgoglio i sostenitori. Nel 1986 è
stato effettuato il gemellaggio con la consorella sezione avisina di Granichen
(CH), mentre nel 1993, coincidendo col decimo anniversario di fondazione,
la sezione ha avuto la intitolazione al nome di Settimio Modugno, il compianto
padre-fondatore dell'Associazione.
Veniamo ai dati: al 31 dicembre 2002 i donatori che risultano aver donato
almeno una volta, sono 337, con cui sono state raccolte 1880 sacche di sangue
intero, 30 di plasma e 13 di piastrine, per un totale di 1923 donazioni.
Gli anniversari di fondazione, si sa, sono momenti importantissimi per le
associazioni di qualsivoglia genere, ma ancor più per quelle di volontariato,
perché danno la opportunità di fermarsi un attimo, di guardare
indietro, di confrontarsi. Si capisce che il lavoro, l'impegno, l'abnegazione
che negli anni responsabili e donatori, tutti hanno profuso le loro migliori
energie, contribuendo alla crescita dell'associazione, raccogliendo lusinghieri
risultati, centrando gli obiettivi prefissati, evolvendosi con i tempi, per
radicarsi sul territorio, affinché il seme della "cultura della
donazione", dopo essere germogliato, crescesse col tempo, fino a diventare
forte e tenace come una quercia.
Solamente un quarto di secolo fa le donazioni volontarie erano un'eccezione
nei nostri paesi, e quando qualcuno aveva bisogno anche di una banale trasfusione,
doveva purtroppo ricorrere ai "venditori di sangue", affrontando
tutti i drammi etico-sociali inerenti al caso. Fortuna volle che negli anni
'80, in molti paesi, così come nel nostro, si scommettesse sulla donazione
anonima, volontaria e gratuita e vennero fondate le prime associazioni. La
loro nascita ha in qualche modo alleviato l'aspetto organizzativo del reperimento
del sangue, anche se le sofferenze rimangono sempre ed oggi basta far ricorso
ad esse (le benemerite) per le necessità del caso.
Sono stati sicuramente tempi difficili, quelli relativi alla nascita della
nostra sezione, ma l'entusiasmo, la tenacia e la consapevolezza dei dirigenti
dell'epoca, oltre a quella dei cittadini, hanno fatto sì che l'opera
si compisse e giungesse efficacemente a vivere oggi in tutta la sua consistenza.
Antonio Merico
(Presidente AVIS-Supersano)
Ci siamo anche noi
Nella famiglia degli arbitri sportivi
Questa volta parliamo anche di arbitri sportivi, arbitri
di casa nostra, naturalmente. E lo facciamo con dovizio~:ragione, quando si
pensi che Supersano, almeno in riferimento a centri della sua stessa portata,
si potrebbe considerare antesignana in merito. L'esordio ufficiale, se non
andiamo errati, nel novero di queste particolari figure sportive, ci porta
al 1967, quando Cosimin,) Bavone, nostro compaesano, dopo una permanenza di
circa cinque anni in Friùli per ragioni di lavoro, rientra in paese,
portandosi dietro, oltre la passione per il calcio, anche quella ancora più
esplosiva per la direzione arbitrale. A Supersano rileva dapprima il "salone"
da barba di suo fratello Umberto, quindi mette sù un nuovo locale in
via Mazzini e poi, definitivamente, quello in via V .Veneto, che sostituisce
dopo con un'edicola, un centro di bellezza, quindi con una pizzeria. Ma continua
a prestarsi con attaccamento all'arbitraggio, che lascia nel 1988-1989, ed
oggi, smessane l'attività sui rettangoli di gioco, riveste la carica
di componente all'interno del Comitato Provinciale della FIGC.
Tanta passione la trasmette al figlio Loris, il quale, da circa quindici anni,
ha intrapreso la direzione sui campi di calcio. Esordisce nella sezione di
Casarano, in una partita di "Giovanissimi", nel 1990, e, a 17 anni,
viene premiato come il migliore giovane arbitro di questa Sezione. Ma la piena
consapevolezza in questa attività, la vive nel '95, quando arbitra
nella categoria regionale d'Eccellenza, e qui a ricevere l'ambito premio di
arbitro 2000. Purtroppo, due anni dopo, Loris è costretto a subire
uno stop forzato: il servizio militare ed un grave incidente lo tengono per
un po' lontano dai campi di gioco. Nella stagione 1999-2000, riprende ad arbitrare,
passando all'Interregionale, che lo vede agire lodevolmente "extra moenia"
(in Calabria, Basilicata, Campania, Lazio), superando non poche difficoltà,
specie di ordine ambientale, anche se il fatto in sè, dice Loris, "mi
ha dato la possibilità di conoscere nuovi posti, nuove persone e nuove
culture".
Ma qual è il suo sogno? Quello di poter arrivare a dirigere una gara
in serie "C", traguardo davvero ambìto e difficile, che "mi
impegna a misurarmi, per questo, con altri 450 colleghi. Ciò non toglie,
però, che tal sogno non possa davvero avverarsi". Glielo auguriamo.
Dal giovane Loris, torniamo ancora a parlare dei fratelli Rizzello (cfr. i
vari servizi già inseriti in passato nelle pagine del giornale), la
"Rizzello Dinasty", che comprende, lo ricordiamo, Rocco, Massimiliano,
Roberto e Alessandro, non tutti impegnati, ora, nell'attività arbitrale.
Chi dei quattro si è posto in maggiore evidenza, crediamo sia stato,
e lo è ancora, Massimiliano, che nel 1999 passa al CDN (Campionato
Nazionale Dilettanti), dove tutt'ora opera, nella plausibile speranza di poter
dirigere più ambiti incontri sui campi della "C". Di Rocco,
sappiamo che, dopo la promozione nel'93 nel CDN, dirigendo incontri in tutta
Italia, ha chiuso la carriera da qualche anno, anche se, come si suol dire,
era rimasto "in famiglia" fino al 2000, in qualità di Presidente
della Sez. Arbitri di Casarano. Da Rocco a Roberto, che nel '99 viene promosso
quale Assistente nei massimi campionati regionali, prima di trasferirsi alla
Sez. Arbitri di Piacenza. E per finire, eccoci ad Alessandro, che nel '97
si trasferisce a Roma per frequentare Economia presso l'Università
Luiss, qui laureandosi, e discutendo proprio una tesi "ad hoc",
sulle società calcistiche quotate in borsa: " Il bilancio d'esercizio
delle Società di Calcio professionistiche: limiti e prospettive. Il
caso Lazio ".
E per finire, eccoci ai ... cuccioli, se così li possiamo definire,
ultimi arrivati nel tempo: sono i coniugi Samuele Cantoro e Daria Basile.
A beneficio del lettore, diciamo che Samuele è l'ultimo dei figli di
Francesco Cantoro, primo nostro fotografo; da poco sposato a Daria Basile
di Lecce; i due sono entrati a far parte della schiera arbitrale, ma del "Calcio
a 5". Vivono, essi, a Reggio Emilia, dove hanno frequentato e superato
il corso della Lega Calcio UISP. Se si vuole, fin qui nulla di eccezionale;
sta di fatto, però, che la signora Daria è entrata nella storia,
perché primo arbitro-donna dell'UISP. Abbiamo sottomano un numero del
quotidiano "Il Resto del Carlino", che dedica una mezza pagina all'evento.
Ma la giovane arbitro (è nata a Lecce, frequenta la facoltà
di medicina a Modena, vive da due anni a Reggio Emilia, tifosissima del Lecce
e dell'Inter), nell'intervista concessa alla giornalista Cristina Dall'Aglio,
tiene a precisare che fare l'arbitro è per lei solo un hobby, in quanto
intende riprendere gli studi, solo temporaneamente smessi, e potersi laureare,
poiché la parentesicalcio "è solo una sana passione e nient'altro.
Mi diverte e mi sento... importante. Mi basta questo!".
A tutti questi ragazzi, dal Bavone ai Rizzello, al Cantoro, alla Basile, i
nostri più sentiti rallegramenti.
ULTIMISSIME
- 15-16 giugno 2003 = Referendum per due proposte, quella
riguardante l'Articolo 18 e quella sugli elettrodotti. Si è rinnovata
la scarsa partecipazione al voto, ed è mancato il "quorum"
necessario, per cui il voto è stato nullo. In campo nazionale, la percentuale
che si è recata alle urne è stata del 25,7%; a Supersano si
è registrato il 12% circa.
- Tiempu e femmine prene hannu sempre raggione. - La crimigna
`ntra la vigna è pèsciu te la tigna.
- A `na ùcca chiusa nu tràsene musche.
- Alle mute mazzate lu ciucciu se bbìtua.
- Alla zzappa te fimmina e all'aratura te vacca, mmara a ddhra terra ca ecappa.
- A 'na vacca trista Diu aje tatu corne curte.
- (Quando l'età media dell'uomo era sui sessant'anni). Dedicato al
maschio: a trent'anni è beddhru, a quaranta tene ciriveddhru, a cinquanta
face rrobba e a sessanta caccia la cobba. Dedicato alla femmina: a vent'anni
è `ncora vagnona, a trenta, però, è già fimmina
bbona, a quaranta è anziana e a cinquanta ete 'na befana.
- Se l'abbitu nu face mònicu e la chìrica nu face prete, mancu
la barba face filosofu.
- Ci nu mbole cu mete, nuddhra fàuce ne vaje bona. - Alli ucceri nu
vinnire vissiche!
- A vint'anni...se òi, e a sessanta ... se pòi.
- A 'na urpe vecchia nu nne 'mparare le carrare. - Aggi furtuna e bbinni citu!
- Se hai furtuna nu te serve lu giudizziu.
- Ci aje tortu crita sempre te cchiùi
Glossario di casa nostra e dintorni
di derivazione greca (III)
- Sciuscitta = E' la spola (navetta) adoperata dalla filatrice-tessitrice. Sia il latino che il greco, ci danno la stessa derivazione, "sagitta", cioè "saetta", per indicare la velocità con cui il tessitore sbatacchia sapientemente la spola, da sinistra a destra e viceversa. Frequente da noi la frase: "Scappi comu 'na sciuscitta".
- Spitta = In paese i1 vocabolo viene usato in un duplice significato, e cioè: "veloce come una spitta" o "scintilla". Il suo vero collocamento, però, stando alla sua derivazione, rimane quello di "scintilla"; difatti, il suo vero etimo è "spinder". "Spitte te focu": le scintille che si sprigionano dai tizzoni ardenti.
- Crasta = Vaso di fiori, che ha la sua derivazione in "kastra".
- Osimu = "Sente l'òsimu comu li cani", così si dice in paese, quando si vuol far riferimento allo spiccato fiuto di qualcuno. Il termine, nel suo ètimo, deriva dal latino "osmium" e dal greco "osmè, es", che significa "odore", "fiuto", "sentore" e simili.
- Avisu = Unitamente alla "Vora" ed al "Fago" (Ora e Fau), Supersano annovera anche un "àvisu", cioè una voragine naturale. Dal greco "abusos" (voce regionale), che significa "voragine", l'àvisu supersanese trovasi lungo la strada che porta a Scorrano. Non sono in tanti qui a sapere della esistenza di questo pozzo assorbente.
- Sèuca = E' la bietola che trova collocazione in tutto il leccese in questa sua particolare dizione, pur con qualche lieve variazione in "sèvica". Deriva dal greco "seklon".
- Sanapi = Dalla "sèuca" ai "sanapi", altra verdura assai appetitosa, che nel suo sapore di fondo, si avvicina al cavolo. Deriva da "sinapelaion", che a sua volta si ricava da "sìnapi", la senape selvatica. La si fa nascere "ientulannu" il seme, cioè seminandolo un po' alla rinfusa, così come si fa con il grano.
- Stumpare = Letteralmente significa "pigiare". Qui a Supersano, il verbo è sinonimo di "pigiare l'uva", oppure (ma un tempo) di "pigiare il grano" nel mortaio ("murtaru "). Ma se l'operazione dello "stumpare l'ùa" nel "palmento" è ancora dominio delle nuove generazioni, così non è se si parla dello "stumpare" il grano. Eppure, mangiare il grano pestato o pisatu", è gustare un piatto assolutamente appetitoso. Provatelo! Da "stumpare" deriva anche il verbo "stumpisciare", che si identifica con l'atto del calpestare, a qualcuno, i piedi con i piedi. Chiara la derivazione dal greco "stoumpìzo" (battere, pestare).
Lu cane te Santu Roccu, lu pittore e lu strittu te curuneddhra buggeratu
Vi è mai capitato di vedere l'immagine di S. Rocco
raffigurata senza il suo cane`? Certo non è possibile! Invece, è
successo proprio tra gli uliveti che circondano il Santuario, che diventa
meta di pellegrinaggio di tutto il Salento, il 16 di agosto.
Se qualcuno non dovesse credere a ciò che qui di seguito è
raccontato, potrà chiedere alla gente del paese (che è lontano
soltanto un tiro di schioppo da quello nel quale nasce questo giornale),
oppure agli stessi protagonisti. Nel piccolo centro agricolo in questione,
come in tutti i paesi dove l'economia è povera, è molto difficile,
per la parte più debole, contrattare un buon affare, perché
il più forte economicamente fa sempre la parte del leone e decide
lui per il suo prezzo, imponendolo all'altra.
Tra i più deboli vi sono gli artisti, "capaci" di arricchire
chi commercia sulla loro arte, ma incapaci di arricchire se stessi, e dei
travagli interiori che tormentano un artista, e come vedremo avanti, poco
importò alla signuru che commissionò l'immagine di S. Rocco,
da dipingere su una delle imponenti colonne d'ingresso alla sua casa, con
lo scopo di assicurarsi la benevole protezione dal cielo, e con poca spesa.
Non fu per caso, quindi, che incaricò un tal Ciccia lu Fiore, noto
come pittore in paese. Lo riteneva facilmente raggirabile nella contrattazione,
per la sua modestia e la sua bontà. Dopo una brevissima seduta d'intesa,
la richiesta avanzata fu quella di raffigurare il Santo in modo te carbu,
ovvero un lavoro fatto con cura, per non mancargli di rispetto e per accattivarsene
in tal modo la protezione. Nello stesso tempo, però, pretese dall'artista
che il lavoro commissionato non gli costasse, appunto, molto, e fu così
che fu egli stesso ad imporre il "suo" prezzo, senza peraltro
ascoltare le ragioni del pittore.
Quanto fosse restia quella persona ad aprire il borsello, era fin troppo
noto a tutto il paese, ma l'artista aveva bisogno di lavorare ed accettò
suo malgrado di eseguire l'opera al prezzo impostogli, che era stato al
di sotto della metà della cifra da lui richiesta, e Ciccia lu Fiore,
trovandosi tra l'incudine ed il martello, col rischio di dover perdere quei
pochi soldi, accettò di eseguire l'opera. A questo punto, l'artista
pensò che il Santo meritasse comunque un ritratto fatto te carbu,
dipinto in olio, capace di resistere alle intemperie, anche se il denaro
incassato non fosse stato sufficiente a coprire neanche il costo dei colori.
Cominciò l'opera e la portò a termine nel giro di pochi giorni,
in coincidenza del ritorno in paese del committente, che nel frattempo si
era allontanato per un viaggio. Questi apprezzò sulle prime il lavoro
fatto, ma subito andò su tutte le furie, accorgendosi che S. Rocco
era stato dipinto senza il suo cane.
Cicciu lu Fiore aveva l'abitudine di non scomporsi mai, e anche di fronte
a quelle violente rimostranze, si limitò a precisare con il solito
suo garbo, che il lavoro eseguito era esattamente quello che gli era stato
ordinato, sottolineando e ricordando, che la commissione era stata fatta
solo per l'immagine del Santo, poiché, se gli fosse stato richiesto
di dipingere anche il cane, avrebbe dovuto chiedere un prezzo diverso, naturalmente
più alto. Lo spilorcio possidente capì che avendo pagato in
anticipo, non gli restava altro da fare se non rimettere le mani nel portafoglio.
Ingoiò il rospo, si calmò alquanto e cercò di impostare
una nuova trattativa, con lo scopo di recuperare almeno una parte della
somma che, a suo dire, era stata data in più precedentemente e impose
nuovamente il prezzo per la seconda volta.
II pittore era conosciuto come persona molto calma e non fu spaventato affatto
dalla prepotenza esternata dalla controparte. Cercò di usar bene,
con garbo e soprattutto in modo più chiaro, le parole, chiedendogli:
"Stu cane lu òi cu `lla catina o senza catina?". Il committente,
forse troppo preso con i suoi calcoli, non diede eccessivo peso alle parole
del pittore, pensando, semmai, che l'artista stesse cercando inutili dettagli
per tentare altre maggiorazioni al prezzo, per cui decise che il guinzaglio
non fosse necessario. E Cicciu lu Fiore obbedì come un soldato, assicurando
il committente che il lavoro sarebbe stato pronto quasi subito, al risveglio
dal riposo pomeridiano, che nel sud è indispensabile per rifarsi
dall'afa delle ore più calde. Fu così che il pittore, senza
por tempo in mezzo, si rimise all'opera, mentre il padrone di casa andò
a riposare. L'afa di quel pomeriggio risultò più insopportabile
che mai, tanto che fece generare uno di quei temporali estivi così
impetuosi, da provocare anche una tromba d'aria. Ed i tuoni e i lampi svegliarono
il "signore" che riposava e che potè constatare come la
pioggia torrenziale avesse trasformato la campagna sottostante alla collina,
sulla quale sorge il paese, in un lago di estesa vastità.
Si avvicinò al vetro della finestra, gongolando dal piacere, pensando
che quella pioggia sarebbe stata utile per il raccolto, quasi che il Santo
avesse voluto dare segno tangibile di gradimento per la commissione fatta
al pittore e che da quella colonna dipinta, fosse giunto un miracolo che
avrebbe accresciuto la sua già cospicua rendita. E mentre rimaneva
assorto nei calcoli del probabile guadagno, ricordò proprio i soldi
versati per la raffigurazione di San Rocco e a tal proposito, corse subito
a controllare il lavoro commissionato a Cicciu lu Fiore. Con grande sorpresa
e per la seconda volta, si accorse che il cane non era stato raffigurato.
Perse nuovamente le staffe, rimproverando il suo casiere, il quale continuava
a giurare di aver visto dipinto il cane e lo aveva visto proprio con i suoi
occhi, qualche ora prima, proprio là dove Cicciu lo aveva disegnanto
con rapidità eccezionale. Ed il casiere continuava a ripetere che
la figura del Santo con il cane era stata dipinta e che egli stesso aveva
ricevuto in consegna dall'artista a lavoro finito, poco prima che cominciasse
il temporale. E se San Rocco non era stato toccato dall'acqua, perché
dipinto ad olio, così non era stato per il cane, disegnato con i
gessetti. Fu così che il ricco signore mandò a chiamare Cicciu
lu Fiore, e, quando gli fu di fronte, inveì contro di lui, ripetendo
continuamente che egli aveva pagato anche per il cane, che. però,
non riusciva a vedere, nonostante la richiesta fosse stata abbastanza esplicita
e per la quale aveva dovuto sborsare anche un supplemento di prezzo.
L'artista, come al solito, non si scompose più di tanto, e con quella
calma olimpionica che può mandare in bestia chi lo controbatte, non
rese conto alcuno degli inconvenienti della diversa tecnica che aveva usato,
limitandosi ad osservare la colonna, facendo finta di studiare il caso,
non sentendosi assolutamente responsabile del danno, intuendo anzi la possibilità
di rivalsa per lo scarso compenso ricevuto.
E con la solita espressione da pesce lesso, diede una semplicissima spiegazione
dell'accaduto, cercando di scaricare le responabilità su altri, ed
in particolare sul cane, uscendosene con questa espressione. "Signuria,
nu ll'hai ulutu senza catina!? Beh, lu cane s'aje vistu liberu e siccomu
pura s'aje inisu a chiavire, cu nu sse mmoddhra, se n'è sciutu!!!
".
Osvaldo Casto
"FERMO POSTA" per tre speciali destinatari... dalla manualità portentosa di Raffaele Varrazza...alle capacità pittoriche delle gemelle Tarantino
Sono tante, ma le stiamo scoprendo a poco a poco, le attività
che si svolgono nel nostro Comune, ed "Il nostro Giornale" si è
sempre interessato di esse, pubblicando servizi che le riguardano, soprattutto
se considerate attività, per certi versi, "inconsuete". Tra
queste, è sicuramente degna di nota quella creativa di Raffaele Varrazza
(familiarmente conosciuto come "Lete", figlio trentacinquenne di
Rocco, il "Roccu te lu munte" per i Supersanesi). Proprio all'interno
del laboratorio per la lavorazione del marmo, gestito dal padre in via V.
Emanuele, ove da decenni vengono prodotti elementi di granito, in marmo e
pietre dure, che di volta in volta hanno rifinito, rivestito e arredato moltissime
abitazioni non solo locali, Raffaele ha dato vita ad una singolare produzione
artisticocreativa, supportata dalla esperienza artigianale nel campo della
lavorazione del marmo. Non solo l'esperienza, ma anche la sensibilità
e le doti compositivo-creati ve, gli permettono di realizzare queste "opere",
costituite principalmente da pannelli decorativi, piani per tavoli, oltre
che da tavoli veri e propri, completati dagli opportuni elementi verticali
per supportarne i piani.![]()
A sol guardare le immagini (ma è tutt'altra cosa osservarle "in
diretta"), ci si rende subito conto che opere di questo genere sono possibili
solamente se motivate da grande passione, oltre che da capacitàpratiche
vere e proprie e da un'elevata dose di pazienza.
Apprezzabili, tanto il rigore geometrico, mediante il quale egli esegue tarsìe
con marmi policromi, quanto il gusto nell'accostamento delle tinte naturali
degli stessi marmi, che di volta in volta sceglie per la messa a punto dei
suoi lavori. I prodotti risultano essere sobri e mai appesantiti da eccessivo
decorativismo, sia che si tratti di motivi geometrici, sia che si tratti di
elementi messi insieme. I motivi floreali eseguiti con marmi policromi e con
la tecnica della scagliola, sono competentemente inseriti su campi geometrico-decorativi
ed il connubio è sempre garanzia di pregevoli voli risultati.
Più che apprezabile questa attività svolta da Raffaele, che
merita di sicuro un significativo plauso, con l'auspicio di un prosieguo
sempre più florido e proficuo. L'Azienda Sanitaria LE/2 MAGLIE, nel
passato anno scolastico, bandiva un concorso per la realizzazione di un murales
a tema libero; unica indicazione, il luogo dove i dipinti sarebbero stati
collocati: il reparto di Pediatria.
Cosa rappresentare, quale storia raccontare, quali colori utilizzare, quali
forme far nascere su uno spazio bianco lungo quattro metri...? Come riempire
quello spazio vuoto, come riempire l'attesa, le ore, il tempo di un bambino,
dei suoi genitori...? Come alleggerire le preoccupazioni, come regalare laspensieratezza
attraverso la vivacità dei colori, che non fossero solo quelli dei
piccoli pigiami o dei camici che abitano il reparto...?
Questi quesiti hanno ispirato la realizzazione delle opere partecipanti al
concorso che, in quanto tale, ha avuto anche i suoi vincitori!
Chi sono? Trattasi di due gemelle supersanesi, Carmen e Mariella Tarantino
(figlie di Giuseppe Tarantino e Palma Stasi, già segnalatesi per un
lavoro analogo operato lungo il muro di cinta dell' edificio della nostra
scuola elementare), vincitrici, la prima (Carmen) con "Il magico mondo
della fantasia" e l'altra (Mariella) con "Universo fantastico",
due quadri-murales, giudicati da un'apposita commissione, composta di esperti
e rappresentanti dell'Ente committente.
Nell'ambito della cerimonia ufficiale, tenutasi presso la sede ASL di Maglie,
il 27 novembre 2002, alla presenza dei rappresentanti ASL LE/2 MAGLIE, degli
Ospedali di Casarano e Gallipoli, delle autorità della Provincia, nonché
dell'Istituto Statale d'Arte "E. Giannelli" di Parabita, sono stati
premiati i vincitori del concorso. Oltre
alle due nostre giovani compaesane, il riconoscimento è stato dato
anche a Lucio Cortese di Gallipoli. I lavori premiati sono esposti, rispettivamente,
presso il Reparto di Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale di Casarano ("Il
magico mondo della fantasia') e presso il Reparto di Pediatria dell'Ospedale
di Gallipoli ("Universo fmntastico").
II primo dei due disegni, rappresenta un mondo fantastico, animato da giocattoli,
balocchi, trastulli. E' la storia di due personaggi sperduti che intravedono
un piccolo bagliore di luce, di .speranza...un trenino, che, attraverso la
fantasia, li trasporta in un inondo pieno di giocattoli, capace di trasmettere
dolci sorprese, tenerezza, creatività, divertimento, allegria, calore,
vivacità...
II secondo, presenta l'immagine di un universo fantastico, irreale, dove tutti
gli elementi diventano protagonisti. Attorno a loro ruota tutto un inondo
di favola, fatto di linee morbide, colori luminosi e vivaci. In questo mondo
non c'è posto per il male, per il dolore e i sentimenti contorti: tutto
è armonia e piacere innocente.
Brave, ragazze, con i più sentiti rallegramenti da parte nostra!
Per un grande gesto d'amore
La Scuola Materna "Arcobaleno" di Elisa Frascaro
a San Giuliano di Puglia
La sensibilità partecipativa di una scuola materna,
ha commosso per la effusione di un atto altamente significativo, fatto di
piena condivisione e di sentita solidarietà ... Stiamo parlando della
Scuola Materna Privata "Arcobaleno" (*) di Ruffano, diretta dalla
signora Elisa Frascaro, nostra compaesana.
Il catastrofico terremoto che il 31 ottobre 2002 aveva tanto impietosamente
colpito il Molise e la Puglia settentrionale, coinvolgendo nel suo terrificante
svolgersi una Scuola di San Giuliano di Puglia (Molise), facendo 27 vittime
tra i bambini, una loro insegnante ed altre due persone, non ha lasciato indifferenti
tanti e tanti bambini, ivi compresi quelli della sù citata Scuola Materna
di Ruffano, i quali, col generoso supporto delle loro, famiglie, han voluto
partecipare con un nobile atto al progetto "Un grande gesto d'amore",
donando ai loro amichetti della Scuola Elementare "F. Jovine" di
San Giuliano, una fotocopiatrice completa in ogni sua parte, che loro stessi
han voluto consegnare lo scorso 8 febbraio.
Partiti in pulman da Ruffàno in 26, accompagnati dai loro genitori,
da due insegnanti e dalla Dirigente, e baciati da una splendida giornata luminosa,
sono giunti sul posto poco prima di mezzogiorno, ricevuti dalla Fiduciaria
della Scuola Materno "Jovine", Anna Tomaro, che, visibilmente presa
dalla commozione, ha porto ai bambini il più sincero benvenuto e la
sentita riconoscenza della comunità tutta di San Giuliano, per il loro
spontaneo atto d'amore. Nel corso della loro breve permanenza, i bambini ruffanesi
han "visto" tante cose, compresa la scuola realizzata a tempo di
record, a circa 5 Km. dal paese, con i contributi spontanei raccolti dal Corriere
della Sera e da Canale 5. Il momento forse più emozionante e commovente
è stato quello in cui i nostri bambini han fatto visita al cimitero,
dove riposano in pace i corpi martoriati dei loro sfortunati amichetti. Già
prima, durante il percorso, c'era stato un drammatico racconto fatto dall'insegnante
Tomaro, la quale, per mera fortuna e per una contingente coincidenza, "era
riuscita a salvare" tanti bambini.
Verso sera il ritorno a Ruffano.
E ci fa davvero tanto piacere riportare qui il testo letterale de1 foglio
con cui i bambini della Scuola Elementare"F.Jovine" di San Giuliano
di Puglia hanno ringraziato i loro coetanei della Scuola "Arcobaleno"
di Ruffano e quanti han partecipato al nobile gesto di solidarietà:
"Il vostro gesto ci ha commosso tanto che non riusciamo a trovare, in
questo momento, le parole giuste per ringraziarvi. Stiamo ancora vivendo in
un clima di grande tristezza e di enorme difficoltà, ma la solidarietà
che ci circonda e che ci viene da ogni parte d'Italia e d'Europa, ci rende
sereni e ci spinge a riprendere con coraggio la nostra vita e ad andare avanti
con dignità e tenacia. Con affetto".
Insieme a questo sentito rigraziamento rivolto ai bambini, c'è stato
anche quello fatto alla signora Elisa Frascaro, da parte del Dirigente Scolastico,
Prof. Giuseppe Colombo. Il testo dice: "Cara collega, Ti ringrazio di
cuore, anche a nome del personale tutto della Scuola "F. Jovine"
per il nobile e generoso gesto con cui hai voluto testimoniare la Tua solidarietà
che, unitamente a quella di tanti altri colleghi, ci consentirà di
puntare decisamente al recupero di una `normalità' capace di far intravedere,
ai nostri ragazzi, una prospettiva di futuro e di vita. Un abbraccio fraterno
e ancora grazie".
Supersano... ieri
(Asterischi fotografici su cose, fatti e persone di casa nostra)
Le "amicizie". Così potrebbe essere indicato
il set di immagini che proponiamo in questo numero per la fortunata rubrica.
Abbiamo scelto una scala di foto (gruppi maschili e femminili), che documentano
il trasparente piacere dei protagonisti "disposti" alla posa di
gruppo. La cernita è stata operata con riferimento ad un passato più
o meno remoto, a seconda delle vedute di chi scorre queste note. Le foto "maschili"
potremmo definirle occasionali, perché danno l'impressione che i "ritratti"
si siano trovati appunto occasionalmente sul posto, per la presenza estemporanea
di un fotografo, disposto ad immortalare i protagonisti che ne hanno bene
accettato la ... posa. Diversamente sembra si possa dire degli insiemi femminili,
dei quali uno pare sia da riferire ad un raduno di giovani in gita che frequentavano
gruppi ecclesiastici (molto probabilmente di Azione Cattolica o Gruppi Missionari)
e l'altro, composto da giovincelle e bambine, presenti a festeggiare un particolare
avvenimento, di cui diremo avanti in dettaglio. Fa eccezione nella ,V foto,
la presenza di un solo maschietto, Gualtiero Gualtieri, immesso nel gruppo
dal fotografo dell'occasione, da identificarsi nel padre Carmelo, autentico
patito della fotografia. Passiamo alla disamina dettagliata delle immagini:
- Foto A) =
Un gruppetto che al tempo (anno 1937-'38) costituiva un quintetto affiatatissimo
e che da lì a qualche anno, doveva frazionarsi, perché i componenti
furono chiamati alle armi (chi in fanteria, chi in marina e chi in aviazione).
Un incontro, questo, che li vide insieme sul piazzale del Santuario della
Coelimanna (si intravede alle spalle dei cinque, la vecchia ringhiera in cemento
della scalinata), e che, partendo dalla sinistra, si riconoscono in: Angelo
Petracca, Nino Andrani, Pippi Marini, Gino Gualtieri e Cesare De Giovanni.
Il bambino che sta curiosando alle spalle dei Nostri, è Paoluccio Errico.
- Foto B) =
Questa foto segue di qualche anno la prima. Verosimilmente, qui si è
nel 1941-'42. Siamo sul corso V. Emanuele, nel tratto compreso tra via V.
Veneto e via Mazzini, esattamente di fronte alla casa paterna di Uccio Giurgola,
oggi abitata dalla sorella Bruna. I quattro che posano per una foto ricordo,
si riconoscono, dalla sinistra, in: Ernesto Priore, Eugenio ("Geggio")
Romano, Gino Macagnino e Uccio Giurgola.
- Foto C) =
Ci mostra un gruppo di circa dieci giovani, nel corso di un raduno ecclesiale
, forse di Azione Cattolica o di Gruppo Missionario. Si può fissare
con buona approssimazione, l'anno: è il 1950/51.
Delle giovani qui ritratte, possiamo dare la vera identificazione in ogni
suo elemento. Dalla sinistra, in piedi:
Giuseppina Zezza, Adele Nutricato, Maria Corrado, figlia di Luca, Minr Zezza,
Maria Stradiotti e Maria Chetta. Sedute: Dolores Corrado, anche lei figlia
di Luca, Rosaria Antonazzo, Angelina Zezza, Lucia Chetta e Veneranda Contini.
In basso, Cecilia Zezza.
- Foto D) =
L'immagine riproduce amiche ed amichette, riprese in occasione di una festicciola
organizzata per la partenza di alcune suore. La loto è da collocarsi
anch'essa al 1950/51, alquanto consunta e un po' scarabocchiata da mano infantile,
ma non per questo meno bella. Non siamo riusciti a riconoscere tutte le signorinelle
in posa, per cui diamo i nomi delle identificate con beneficio d'inventario,
lasciando, come sempre, al lettore il piacere di fissarne la vera identità.
Si tratta di: Teresa Zezza, Nina Pasca, Eugenia Corrado fu Rocco in Zezza,
Carla Gualtieri, M. Saletta Papalato, Domenica Zezza, che ha su di sé
la piccola Giovanna Nutricato, Eugenia Corrado fu Rocco, Nina Nutricato, Annuccia
Toma,e, unico "cavaliere", come detto sopra, il piccolo Gualtiero
Gualtieri.
- Foto E) =
Un salto in avanti, verso gli inizi degli anni settanta, per un ritrovarsi
di amici in casa di Michele Fanciullo, dopo la rimonda degli ulivi, in un
fondo di sua proprietà.
Si mangia qualcosa, ma, soprattutto, si brinda con del buon vino, il vino
spumeggiante, nel bicchiere scintillante, il "vino ch'è sincero
e che allieta ogni pensiero"! E si vede... ! Eccoli i personaggi, partendo
dalla sinistra: Vittorio Bello, Antonio Marzano, Giovanni Paiano, Umberto
Arnisi, Umberto Riccardo, ? (seminascosto), Michele Fanciullo, il padrone
di casa, Salvatore Bavone (seminascosto), Angelo Polimeno, Salvatore Marzo,
Rocco Marzano, Eugenio Negro e Armando Maggio.
Quante volte mi son detta... adesso lo faccio,
poi, quando arrivavo in quel posto, tornavo sempre indietro, perché
avevo paura, tanta paura. Poi un brutto giorno
è successo qualcosa di terribile, una tragedia:
ho perso una persona a me molto cara. Da quel giorno mi son detta: adesso
lo faccio davvero; da allora, ogni volta che posso lo. faccio.
E vi giuro che da quel giorno non ho più smesso.
Ho preso un bel vizio: quello di donare.
Ora anche i miei amici lo fanno.
Tu, giovane, non bucarti per toglierti la vita, ma bucati solo per salvare
delle vite; di certo non ti farà male, anzi, ti renderà felice.
Non ci sono parole
per descrivere la gioia che proverà la persona che lo riceverà.
L'AVIS ci unisce
in quel grande sentimento di fratellanza, che è il donare,
e tutto ciò è... meraviglioso. Mettiti a pensare che anche tu,
proprio tu, puoi farlo; tu che forse credi
di non essere abbastanza importante
puoi ... salvare delle vite.
E' come una madre che da alla luce un figlio e gli dona la vita,
così tu puoi sentirti tanto grande e tanto forte,
tanto potente e tanto appagato,
quanto potente è la forza della vita.
La linfa vitale che è dentro di noi e ci permette di vivere,
è abbastanza anche per i nostri fratelli... se solo troviamo un po'
di coraggio... ce n'è per tutti.
L'AVIS ci tiene stretti in un unico abbraccio... prendendoci per mano.
Carmen Modugno
Divaghiamoci per rinfrancar lo spirito
• Per vivere meglio, basta ... morire dal ridere.
• Ridere fa bene al sangue. Per questo gli imbecilli godono ...sempre
di ottima salute.
• Non si può definire seria una persona, solo perché non
sa ridere!
• Le cose dette ad alta voce, sono sempre meno ipocrite e arrecano meno
danno di quelle bisbigliate, e, soprattutto, di quelle profferte anonimamente.
• Se non si può avanzare, si retroceda quanto basta per non andare
a sbattere la testa.
• Anche dire cazzate, è considerata un'arte! Vedi, ad esempio,
quando certi tifosi dissertano sul calcio o certi Soloni politicanti intellettuali
si sbracciano per le loro "convinzioni". Francamente noi preferiamo
i primi: ci divertono di più.
• Il fesso è uno che è cresciuto senza anticorpi.
• La "copula" è l'unione tra due soggetti e non come
si insegna a scuola, tra soggetto e predicato!
• A gonfiare i coglioni non è necessario usare il silicone, come
per il seno femminile. È sufficiente frequentare certe
persone, anche solo per pochissimo tempo.
• Il borioso e gradasso senza freno, che se ne sta sulle ... sue, è
lo stesso che sta sulle ... mie.
