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Per una recensione su FRATERNITA',
breve componimento poetico del Dott. Rocco De Vitis
Introducendo sulla violazione dell'equilibrio naturale delle
cose e sulle sue estreme conseguenze, passando, per esempio, dalla sparizione
delle lontre in Polonia a quella del leopardo in Africa, della volpe in Italia,
dei rapaci in genere, costernato dall'esercizio sconsiderato che l'uomo fa
della caccia e delle tante manipolazioni con cui egli sta violando la natura,
senza soluzione di continuità, ecco l'incontro che un tal Reno Bromuro
fa con le opere del Dott. Rocco De Vitis, navigando su internet e qui incontrando
la produzione letteraria del medico supersanese, soffermandosi opportunamente
al commento di una fra le tantissime sue poesie, "Fraternità".
Il Dott. De Vitis, egli scrive, abituato a salvare la vita di ogni uomo, buono
o cattivo, sfaccendato o delinquente, si rifugiò in Virgilio, almeno
con l'illusione di vivere bucolicamente, fianco a fianco col contadino e la
natura, pronti a sorreggersi, in caso di bisogno, l'uno con l'altro.
"Dalla penombra un sibilo, un messaggio,
la tremula, fiammella d'un sorriso che provocar non vuole un grande incendio,
ma sol nel nostro cuore una favilla che di calore sia e di speranza a tanti
piccoli innocenti in preda all'insania di Marte ed alla fame".
Metaforicamente, continua il Bromuro, si riferisce alle guerre
che si succedono le une alle altre, provocando la morte, e si sa che la morte
non risparmia nessuno ... De Vitis, però, auspica la pace, non solo
quella dei popoli, ma soprattutto quella interiore, perché se l'uomo
è in pace con se stesso, è in comunione col mondo. Vorrebbe
che l'incendio si accendesse solo nei cuori, affinchè l'uomo capisse
di essere fratello dell'altro uomo, perché figlio dello stesso Padre.
La lirica del De Vitis porta un cospicuo contributo alla formazione di una
salda coscienza mondiale, nella quale, fra l'altro, si dimostra convinto della
possibilità di fornire una sicura prova di quanto potrebbe accadere,
se gli uomini camminassero mano nella mano, convinti dell'esistenza di Dio,
mediante un ragionamento logico-sperimentale che non arrecasse la più
lieve menomazione al patrimonio della creatività poetica operata finora
dall'ingegno umano per il progresso del sapere e della civiltà dei
popoli. La vita è in tutto ciò che ci circonda, è finanche
nella fiammella di un sorriso che partorisce non grandi incendi, ma una favilla
che sia di speranza.
Qui si palesa la dissacralità dell'artista, che centellina le cose,
come il filosofo l'uomo, lo psicologo l'anima, il chimico l'elemento dell'Universo.
Ogni creatura umana, però, in normali condizioni di mente e di spirito,
meditando sull'intero corso della vita, può intuire la sicura esistenza;
seguendo il procedimento logico può risalire dagli effetti alla causa,
cioè, da tutte le cose dell'Universo, all'unico seme generante, arguendo
la provenienza della sua radice. Ogni Uomo è come il seme, un perfetto
organismo, vivente e operante, creativo e idoneo a produrre da sé canti,
fatti di parole-rami, foglie, fiori e frutti, contenenti, simili a se stesso,
semi capaci di creare altrettante piante.
"Orsù, fratelli, invoca Cristo in Croce, doniamo canore a le sventure umane! ".
Delle suddette non comuni forze vitali, in particolare dell'apparizione
collettiva, puntualmente simultanea di tanta speranza: fiori simili di forme,
colore e profumi e, soprattutto, dell'arcano potere del grido di Cristo dalla
Croce, generano e si riproducono numerosi semi, validi a riprodursi precipuamente
per la stessa forza arcana, strapotente, agente in diversi modi e sensi e
con molteplici e svariati intenti, della quale ogni bennata umana creatura
può sempre intuire con certezza la sussistenza. considerando i visibili
e tangibili effetti da essa prodotti; di tali prodigiose creazioni, di tante
inspiegabili manifestazioni, delle innumerevoli, splendide, stupefacenti bellezze,
nate come dal nulla, ad allietare il genere umano.
Reno Bromuro